Al Parioli ‘Classe di Ferro’. Fino al 22 gennaio … una parabola sulla vita

I problemi della terza età, trattati con delicatezza e humour, si dipanano attorno al giardino pubblico di una grande città. E’ ‘Classe di Ferro’, la commedia più nota di Aldo Nicolaj, in scena dal 12 al 22 gennaio prossimo a Roma, al Teatro Parioli.

Interpretata da Paolo Bonacelli, Giuseppe Pambieri e Valeria Ciangottini, racconta la storia di tre anziani – Libero Bocca, Luigi Lapaglia e Ambra – conosciutisi casualmente nel corso delle passeggiate quotidiane. Dai caratteri differenti – aggressivo e riottoso quello di Bocca, docile e remissivo quello di Lapaglia, angelico e sognatore quello di Ambra – propongono un affresco attuale del mondo degli anziani, mondo solo apparentemente semplice e spensierato, ma che è carico di malinconie, passioni violente, aspettative impossibili, delusioni profonde, timori e insicurezze.

Nelle note di regia, Giovanni Anfuso, scrive tra l’altro “Classe di ferro vide il debutto a Budapest nel 1974; mentre il debutto italiano avverrà solo quattro anni più tardi. Ripresa varie volte, sempre con successo negli anni successivi, (si ricorda l’acclamata versione del 1987 con Ciccio Ingrassia e Gianni Santuccio), narra la storia, tragicomica ed ironica, ad un tempo, ma anche delicata e leggera, di due anziani che lì, seduti sulla panchina, iniziano a confidarsi le loro paure. Già, perché anche gli anziani, nonostante la loro saggezza e sapienza, nonostante i difetti acuiti dal tempo ed il sorriso levigato dagli anni, possono nascondere, in uno spicchio di cuore, le loro paure. Ed è proprio la paura a fare da collante nella vita affettiva di Libero e Luigi, a produrre vicendevole solidarietà e a diventare motore di ribellione. I due, infatti, progettano una fuga in piena regola, una fuga verso un altrove, mentalmente fantastico, al recupero della libertà perduta e in cui la loro età non abbia più confini …una fuga, insomma, alla Mattia Pascal… Collocata in un tempo assoluto, ambientata in un giardino pubblico di una grande città, tra i due si staglia la figura di un’anziana maestra, Ambra, dotata di una sua particolare grazia. La maestra è la destinataria della loro comica e misogina complicità che amalgama e divide, in una continua provocazione. Così il testo procede leggero ed ironico ma anche visionario ed ingenuo verso un imprevedibile finale capace di coniugare il sorriso alla profonda commozione.

Classe di ferro – si legge ancora – narra il canto di due esseri umani, a cui si aggiunge una figura femminile, nella loro stessa condizione di estrema solitudine; fotografati nell’istante in cui cercano di riscattare la propria vita, ridando dignità alle loro memorie di uomini. Attraverso un linguaggio sapientemente dosato nella sua semplicità e quotidianità, Nicolaj tocca le vette del sorriso e dell’emozione, e, mentre usa a pretesto il mondo dell’anziano, consegna a tutti noi una splendida parabola sulla vita”.

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