Alex Britti a Radio Subasio: le canzoni bussano alla porta… le scrivo e le lascio lì

Un’intervista a tutto tondo, partita dal valore delle parole ed approdata alla musica, all’amicizia, alle prossime date del tour … agli strumenti musicali improbabili, al trascorrere del tempo. Alex Britti come uno scrittore, porta alla luce le storie che ha già dentro di sè, le lima e … le mette a disposizione del suo pubblico.

L’ha raccontato il pomeriggio del 18 maggio, negli studi di Radio Subasio, sollecitato da Roberto Gentile.

Il chitarrista-cantautore ha parlato della sua ultima fatica, dal titolo “In nome dell’Amore – Volume 2”, uscito il 5 maggio, confessando “fin dal Volume 1 “pensavo ad un seguito, avevo tante canzoni e non volevo sacrificarne nessuna; il Volume 2 è un po’ più solare rispetto al precedente, che è un po’ più serio. D’altra parte, le canzoni le scrivo e poi le lascio lì, sono sempre loro che vengono a bussare alla porta, sono già dentro e una volta che le hai scritte le lavori, ‘le metti in bella’”.

Il fluire degli argomenti, interrotto dai brani dell’Album, ha toccato ovviamente la passione di Alex, quegli strumenti musicali sui quali si misura da quando aveva 7 anni “Girando per il mondo – ha detto – ne ho trovati di incredibili. In casa ho tutti quelli che esistono, percussioni, armoniche a bocca, tutti i tipi di chitarre … l’ ‘auto-arpa’, ad esempio, ce l’ho da pochi anni, sembra una chitarrina leggera invece riesce a doppiare il suono della chitarra è uno strumento prettamente acustico”.

Una ricerca che ha trovato alimento nel suo essere cittadino del mondo – “parlo inglese, francese, un po’ di spagnolo e l’olandese che serve soprattutto per fare la spesa” – e nel suonare, fin dall’età di 21 anni, in giro per l’Europa, acquisendo, però, la consapevolezza di voler “fare quello che faccio ora, il cantautore”. “Allora tornavo in Italia – ha spiegato – proponevo alle case discografiche i miei pezzi, rimanevo finché non finivo i soldi e poi tornavo all’estero. Nel 1998 mi chiamò Irene Grandi, dovevo ripartire e mi sono fermato”. Era infatti uscito il suo “Solo una volta (o tutta la vita)” che, partito in sordina, entra prepotentemente nella top 20 dei singoli più venduti soltanto il 15 agosto di quell’anno.

Sempre negli Anni Novanta la collaborazione con Max Gazzé con il quale si incontrerà di nuovo durante il tour in partenza a metà luglio. “Il 31 luglio ed il 1 agosto – ha annunciato Britti – saranno due date speciali a Roma. Io e Max abbiamo suonato a fine settembre scorso al Palasport di Brescia per beneficienza. Dovevamo fare due brani, siamo rimasti sul palco un’ora e poi ci siamo detti … è passato tanto tempo, abbiamo due belle carriere avviate, perché non farlo ancora. E’ nato tutto così; questa estate suoneremo insieme, ma non sappiamo ancora cosa. E’ certo che le due serate non saranno uguali”.

Intanto, Alex prosegue le prove del tour, che lo vedranno impegnato venerdì, sabato e domenica, data in cui verrà girato il video del prossimo singolo. “Io sarò in studio, per girare solo una piccola parte, saranno due ragazzi giovani i protagonisti del video, che narra una storia d’amore”. Un passaggio, questo, che ha reso naturale parlare del tempo. “Credo – ha confessato – che quando gli anni passano uno deve saper fare un passo indietro; non uso creme, perché non sai quanto mi sono costate ‘ste rughe, ma ormai siamo adulti e dobbiamo fare le cose da adulti … in pratica le stesse che fanno i pischelli ma senza farsi vedere”.

L’ultimo passaggio sul tempo libero. “Vacanza vuol dire stare in un posto e dormire, dove sono non mi interessa. L’estate scorsa – e vai di amarcord – avevo 6 giorni liberi ed ho fatto una vacanza in un alberghetto a due stelle sull’Etna. C’era pochissima gente, io andavo a correre nel parco naturale, a 1.100 metri di altezza, con il fuoco alle spalle ed il mare davanti. E’ stato bellissimo!”.

Alex cosmopolita, Alex sperimentatore, Alex artista romantico, Alex rispettoso del genio altrui “l’incontro con Ray Charles è una bella medaglia sul petto … c’è chi l’X factor ce l’ha davvero”, Alex senza macchia e senza paura … no, forse una ce l’ha “io mi sposto lentamente – la considerazione finale – perché ho sempre avuto paura dell’aereo”.