25 ottobre: World Pasta Day. E’ piatto simbolo

In quasi una famiglia su tre (32%) si prepara pasta semplice o ripiena fatta in casa con il matterello o grazie all’aiuto delle nuove tecnologie.
Al di là delle statistiche, comunque, gli italiani e non solo vanno pazzi per la pasta ed il 25 ottobre è la Giornata Mondiale del piatto simbolo del Made in Italy e della Dieta Mediterranea.

Secondo uno studio realizzato da BVA Doxa e condotto su un campione rappresentativo della popolazione italiana composto da rispondenti di età compresa tra i 18 e i 64 anni, la pasta regala piacere. Lo ha ammesso il 60% del campione, mentre altre quote consistenti di risposte hanno citato la felicità e l’energia (34% e 26%). Per un terzo dei Millennials, invece, la pasta è un’abitudine.

Parlando di formati, le preferenze si concentrano su penne e spaghetti (rispettivamente 71% e 69% del campione). Seguono, praticamente a pari merito, i rigatoni e i fusilli, seguiti da tagliatelle e farfalle. Queste ultime sono apprezzate soprattutto dalle donne e dagli under 55.

E le ricette? il 33% degli italiani mette sul gradino più alto del podio la carbonara. Al secondo posto il ragù (25%), apprezzato specialmente al Sud e nelle Isole. Medaglia di bronzo per il sugo pomodoro e basilico, preferito dai Baby Boomers. L’amatriciana, il pesto e la cacio e pepe fanno registrare un minor numero di preferenze, probabilmente per la connotazione più regionale della ricetta.

La pasta piace moltissimo e la domanda, spiega Coldiretti, è in crescita a livello nazionale e mondiale dove le esportazioni dall’Italia sono aumentate del 7% raggiungendo il record storico con un valore di oltre 1,5 miliardi di euro nei primi sette mesi del 2019. Viene dall’Italia 1 piatto di pasta su 4 consumati nel mondo. Ogni italiano ne mangia 23 kg all’anno davanti a Tunisia con 16 kg, Venezuela con 12 kg e Grecia con 11,2 kg.

Passando ad analizzare le conseguenze del consumo di pasta sulla salute, i medici del St. Michael’s Hospital (Australia) hanno dimostrato che i carboidrati presenti possono essere considerati parte di una dieta sana e, soprattutto, non impediscono di dimagrire. I pazienti coinvolti nella ricerca, infatti, hanno consumato 3,3 porzioni di pasta alla settimana, sostituendole a carboidrati presenti sotto altra forma, e hanno perso circa mezzo chilo in 12 settimane. In pratica, la pasta non ha contribuito all’aumento del peso o del grasso corporeo.