9 novembre 1989: la caduta del Muro

“La caduta del muro di Berlino è l’episodio fondatore dell’Europa contemporanea e ci ha resi migliori“. Così David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo in occasione del trentennale della caduta del muro. “Trent’anni fa – prosegue – l’Europa ha ritrovato la sua unità riconciliando lo spazio geografico con quello politico attorno ai valori della democrazia e della libertà. È un evento che ricordiamo con gioia e che ha offerto a noi e alle future generazioni la possibilità di affrontare le sfide globali con un patrimonio di valori utili alla difesa della dignità delle persone”.

D’altra parte il Muro di Berlino, quello sbarramento di ferro e cemento lungo 155 km, ha detenuto come in prigione più di un milione di persone per 28 anni. Ecco perché quando è caduto, il 9 novembre 1989, ha fatto tanto rumore. Il 9 novembre 1989 crollò anche il Novecento della Cortina di ferro e dei blocchi contrapposti. E, anche se nel mondo tante divisioni sono rimaste, quella Caduta ha segnato profondamente il destino di tutti.

“Da quel giorno – continua il Presidente del Parlamento europeo – l´Europa è diventata più forte nell´affrontare le sfide che ha avuto davanti. La caduta del muro ha rappresentato la fine di un incubo per milioni di europei puniti e uccisi per la sete di giustizia ed emarginati per il desiderio di libertà. Ricordare quel periodo significa anche ribadire che mai più totalitarismi torneranno ad opprimere la vita dei nostri cittadini e ad umiliare i nostri Paesi”.

A Berlino sono quasi le 19 quando il portavoce del governo della Ddr, Guenter Schabowski, convoca una conferenza stampa per dare un annuncio: si può oltrepassare il Muro. Nello spazio di un’ora decine di migliaia di berlinesi dell’Est si spingono verso la frontiera. Le guardie, colte di sorpresa da un afflusso così massiccio, alzano le sbarre bianche e rosse permettendo a tutti di passare senza controlli. Del resto resistere al fiume del popolo sarebbe stato impossibile. I più stupiti e inermi di tutti sono apparsi i Vopos, gli agenti della polizia del popolo che per quasi trent’anni avevano sparato contro chiunque tentasse di scavalcare il Muro e che si erano resi responsabili più o meno direttamente della morte di almeno 140 fuggiaschi solo a Berlino.

Quella notte i berlinesi festeggiarono tra picconate e abbracci. I primi varchi nei blocchi cominciarono a sanguinare persone, accolte tra gli applausi dai loro concittadini dell’Ovest. Dopo decenni di divisione, tanti poterono finalmente ricongiungersi ai propri parenti. Molti giovani videro luoghi di cui avevano soltanto sentito parlare, come nelle favole della buonanotte. E poi fiaccolate, urla, brindisi e sventolio di bandiere della Germania. I giornali avevano già pronto il titolo che non vedevano l’ora di stampare: “Berlino è di nuovo Berlino”.

Oggi – conclude Sassoli- non dobbiamo dimenticare quella lezione. I giovani di Berlino ci invitano ad avere lo stesso coraggio nel continuare ad abbattere i muri e i pregiudizi, sconfiggere i nazionalismi e a lavorare per un’Europa della solidarietà”.

(Fonti – Parlamento Europeo comunicato, Tgcom24 – Foto – Tgcom24)