Australia: l’allarme incendi non è terminato

Tre pompieri di nazionalità Usa sono morti nello schianto di un grande aereo antincendio impegnato nella lotta alle fiamme nel sudest dell’Australia. La notizia è stata confermata dalle autorità del Nuovo Galles del Sud, lo stato in cui l’aereo è stato dato per disperso alle 13:30 locali, le 3:30 italiane.

Dopo una breve ricerca la carcassa del velivolo è stata individuata dai soccorritori nelle Snowy Mountains, a due ore d’auto a sud della capitale Canberra, ha detto la premier del Nuovo Galles del Sud Gladys Berejiklian. “I nostri pensieri e le le nostre preghiere sono per le famiglie” ha detto Berjiklian ai giornalisti. “Oggi ancora una volta abbiamo la prova che la stagione degli incendi non è finita”. La tv australiana ha spiegato che l’aereo Lockheed C-130 Hercules era impiegato da una società americana specializzata nello spegnimento aereo di incendi, Coulson Aviation. Le cause dello schianto non sono ancora chiare.

Intanto l’aeroporto della capitale australiana Canberra è stato chiuso per l’approssimarsi degli incendi che da mesi devastano il sudest dell’Australia. Tutti i voli in partenza dall’aeroporto di Canberra, a venti minuti d’auto dal parlamento australiano, sono stati annullati. Dopo la pioggia e la grandine dei giorni scorsi, è in atto un’ondata di calore, che ha rialimentato le fiamme.

Ci sono ancora oltre cento focolai attivi nello stato australiano, su cui è tornato a levarsi un vento caldo e secco. A Canberra, le autorità hanno chiesto alla popolazione di non avvicinarsi all’aeroporto dove due focolai attivi si stanno avvicinando alla pista.