Coronavirus: sale numero vittime. Possibile vaccino? Allerta alta nel mondo

Il numero delle persone morte a causa dell’epidemia di coronavirus che ha il suo epicentro nella città cinese di Wuhan ha superato 1000.

Ne ha dato notizia la Cnn, secondo cui le autorità sanitarie della provincia di Hubei hanno riportato la morte di 103 persone in più nella giornata del 10 febbraio, portando così il bilancio in Cina a 1012 vittime (incluso un morto a Hong Kong), e a livello globale a 1013, dato che una persona è morta nelle Filippine.

Nel frattempo, secondo l’agenzia ufficiale cinese Xinhua, un possibile vaccino è stato testato su animali. Xinhua ha citato il portale news yicai.com, che avrebbe ricevuto l’informazione da fonti del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc). Si tratterebbe di un vaccino mRNA (funzionante attraverso molecole di “RNA messaggero”), sviluppato dal Cdc insieme alla Scuola di medicina dell’Università Tongji di Shanghai e dall’industria Stermirna Therapeutics e sarebbe già stato iniettato a più di 100 topi. Questo test, secondo fonti citate dai media cinesi, è solo il primissimo passo, perché ulteriori test sulla tossicità andranno eseguiti su altri animali, fra cui scimmie, prima di procedere a test clinici su esseri umani.

Il virus continua a presentarsi un po’ ovunque nel mondo. Un nuovo caso è stato accertato a San Diego, in California. Si tratta di un americano che era a bordo del primo volo di cittadini statunitensi evacuati da Wuhan, in Cina, epicentro dell’epidemia, e messi in quarantena nella base aerea militare di Miramar. Lo riporta l’emittente locale 10 News. Salgono così a 13 i casi finora accertati negli Stati Uniti di persone positive al test.La conferma ufficiale è arrivata dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie. L’uomo, risultato positivo al coronavirus, insieme ad altri quattro era stato portato già la scorsa settimana al Centro medico dell’Università della California di San Diego per delle valutazioni: i medici stanno conducendo le indagini per risalire ai contatti che ha avuto e valutare il livello di rischio.

Anche in Italia l’allerta è sempre sempre più alta. Intervistato dal Corriere della Sera, il commissario Angelo Borrelli che si sta occupando delle misurazioni nelle aree di transito degli aeroporti per fronteggiare l’emergenza ha detto “controlli nelle stazioni? Se ci sarà bisogno, siamo pronti”.

“In Italia abbiamo monitorato 511 mila persone in tre giorni – ha spiegato a proposito dello stato dei fatti – e abbiamo trovato soltanto otto persone con la febbre, quindi siamo rassicurati. Ma certo nel resto del mondo i casi aumentano e noi dobbiamo essere preparati”. L’Italia è l’unico Paese che ha confermato il blocco dei voli diretti con la Cina “la nostra priorità è la salute dei cittadini – ha detto ancora Borrelli sollecitato sul fatto che la misura possa essere eccessiva – e in questo modo la tuteliamo. Altri hanno fatto scelte diverse ma questo non ci condiziona, la guardia deve rimanere alta. … Posso assicurare che la nostra amicizia con la Cina rimane fortissima, ma si deve pensare alla sicurezza. E in ogni caso è la Farnesina a gestire i rapporti con Pechino”.

Molti italiani che sono in Cina – è stato chiesto – hanno paura di prendere i voli che fanno scalo perché temono di rimanere bloccati in uno Stato terzo se dovessero sviluppare la febbre. “In ogni Paese ci sono le ambasciate e dunque chi ha problemi può chiedere aiuto. Ogni giorno valutiamo le misure in base all’andamento dell’epidemia. Anche noi vogliamo tornare alla normalità, ma devono esserci le condizioni. Appena possibile lo faremo”.

Al momento, gli scanner per la misurazione della febbre sono anche nelle aree transiti degli aeroporti. “Chi staziona nelle aree intermedie – ha aggiunto ancora il commissario – sarà controllato. È anche questa una misura per fare stare tranquilli i cittadini. Abbiamo disegnato tutti gli scenari possibili. Al momento non abbiamo motivo per andare a individuare altri punti da controllare. Ma immaginiamo che potrebbe accadere e quindi siamo pronti. E se ci dovesse essere la necessità interverremo in poche ore”.