D’estate siamo più cattivi

La cattiveria aumenta d’estate.

Si chiama “oscillazione stagionale del crimine” un fenomeno studiato già a partire dal 1800 quando un matematico belga, Adolphe Quetelet, notò che la frequenza di certi crimini, per esempio quelli diretti alla proprietà, aumentava durante l’inverno, mentre i crimini maggiormente violenti, quelli verso le persone, erano più frequenti in estate.

La ragione è stata ricondotta inizialmente al fatto che durante l’estate la maggiore partecipazione ad attività sociali fuori dalla propria abitazione aumenta le possibilità di incontri, e quindi di scontri. Esiste tuttavia anche una tesi fisiologica che suggerisce che l’aumento dell’aggressività dipende dalla temperatura ambientale.

Secondo vari studi, la temperatura può alterare il funzionamento del cervello di chi commette un crimine violento, per esempio attraverso la mediazione di un neurotrasmettitore, la serotonina. Da quanto è stato appurato un aumento di 2°C della temperatura media ambientale è associato a un aumento del 3% della frequenza di certi crimini violenti.