Ghostwriter? Da attività sporadica è diventato un lavoro

E’ più di un trend, l’editoria vanta un numero impressionante di “ghostwriter”. Questi autori, chiamati a scrivere romanzi su richiesta, erano sconosciuti fino a 20 anni fa ma ora sono ricercatissimi.

E un lavoro che non sempre gratifica l’ego. In alcuni casi, infatti, la firma dell’autore “in seconda” rispetto a quella del “famoso” compare in copertina con un carattere piccolissimo, altre non compare affatto. In ogni caso, però, dietro a molti grandi successi editoriali ci sono proprio i ghostwriter.

L’attualità fornisce una moltitudine di esempi: fra i più incredibili casi editoriali internazionali figura “Open”, il racconto della vita di André Agassi. A scriverlo J.R. Moehringer, un giornalista che è partito come fattorino al New York Times e a 35 anni ha vinto il premio Pulitzer; c’è poi “The Art of The Deal”, la biografia di Donald Trump scritta dal giornalista Tony Schwartz, pubblicata nel 1987 e rimasta per 48 settimane nella classifica dei libri più venduti del New York Times. Trump lesse un articolo firmato da Schwartz (tutt’altro che benevolo nei suoi confronti) e rimase così colpito dal talento del giornalista che decise di affidargli la stesura della sua biografia.

Insomma la figura del ghostwriter è direttamente proporzionale all’aspirazione di attori, calciatori, imprenditori, politici e vip a pubblicare la propria biografia e, per chi ce la fa, il presente può essere economicamente gratificante. Come l’inglese Andrew Croft, lo scrittore ombra più richiesto e quindi più pagato. “Al cliente chiedo 130 mila euro per ogni lavoro, ma ho raggiunto anche il record di 780mila euro” ha dichiarato in un’intervista. A 17 anni era un giornalista freelance e, nell’incontrare uno scrittore, questi gli propose di aiutarlo perché non riusciva a produrre tutti i libri che l’editore gli chiedeva. Da allora non si è più fermato e su circa ottanta libri pubblicati decine sono diventati bestseller.

E in Italia? la vita da ghostwriter è meno scintillante che in Inghilterra. Il compenso medio in una grande casa editrice si aggira sui 5mila euro, le più piccole offrono dai 1500 ai 2000 euro, ma ci sono anche penne che producono duecento o trecento pagine per soli 500 euro lordi. Nella maggior parte dei casi non sono previste percentuali sulle copie vendute, a meno che non sia l’autore-fantasma a trattare direttamente con il vip e a proporre la biografia a un editore.

La letteratura e il cinema hanno prodotto straordinarie figure di ghostwriter, da quella di Cyrano de Bergerac nella pièce di Edmond Rostand che scriveva per Cristiano le lettere d’amore rivolte a Rossana di cui era segretamente innamorato, a Nick Carraway, narratore del Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, fino al Ghostwriter di Robert Harris che Roman Polanski ha portato al cinema nel 2010 con il film L’uomo nell’ombra.