Il Museo del Prado ha 200 anni … e un doodle lo celebra

Il 19 novembre 1819 venne inaugurato il Museo del Prado di Madrid.

Tra le più importanti pinacoteche mondiali, compie quindi 200 anni e come è d’abitudine, il doodle di Google lo celebra. L’immagine che campeggia nella homepage del motore di ricerca è stata disegnata da Nate Swinehart, con l’intento, come ha spiegato lui stesso di onorare il museo, rendendolo anche accessibile e divertente per gli spettatori, così da incuriosirli e spingerli a visitarlo da soli!

Il doodle si ispira a “Il Giardino delle delizie” di Bosch, tra le opere preferite dell’autore che ha realizzato il dipinto nello stile della pittura ad olio, benché Swinehart sia un artista digitale. “Ho sviluppato un metodo completamente nuovo di pittura digitale per ottenere l’aspetto che volevo – ha spiegato, tra l’altro – volevo evocare la stessa emozione con le pennellate e i colori, ma volevo anche renderlo divertente presentando le lettere come oggetto di capolavori”.

Il Museo del Prado che accoglie circa tre milioni di turisti l’anno è il più visitato museo d’arte di Spagna e le sue opere vanno dal Dodicesimo al Ventesimo secolo; il sito del turismo di Madrid dice che “dispone di una pregiata collezione di 8.600 quadri e oltre 700 sculture“. All’interno anche molte opere di artisti italiani, come Raffaello, Tiziano, Caravaggio e Andrea Mantegna, come è di un italiano, Rino Stefano Tagliafierro, il video celebrativo che accompagnerà per tutto l’anno la manifestazione.

Al Prado sono custoditi dipinti di Francisco Goya – come La Maja vestida e La Maja desnuda, ma anche l’olio su tela intitolato Il 3 maggio 1808 – e di altri importanti pittori spagnoli come Diego Velázquez – il suo Las Meninas è tra i pezzi forti del museo – ed El Greco.

L’edificio che ospita il Prado fu voluto da Carlo III di Spagna, come il Gabinete de Historia Natural, che si affidò all’architetto Juan de Villanueva. Al momento della sua apertura – una ventina di anni dopo il Louvre di Parigi – venne chiamato Museo Real de Pinturas, perché al suo interno erano esposti quadri provenienti dalla collezione reale spagnola e trasferiti lì da varie parti del paese.