L’Universo è più vicino e con meno segreti … InSight è su Marte

La sonda InSight della Nasa è atterrata su Marte dopo avere completato la sua pericolosa discesa verso la superficie del Pianeta Rosso.

La sua missione sarà studiare i terremoti su Marte. La sonda spaziale da 993 milioni di dollari contiene un sismometro proveniente dall’agenzia spaziale francese, il CNES, e punta a studiare l’ipotesi che i terremoti marziani siano lievi e non necessariamente causati da fenomeni simili a quelli terrestri, come i movimenti delle grandi placche in cui è suddivisa la crosta terrestre. Si pensa infatti che su Marte i terremoti siano causati dagli sbalzi di temperatura in alcuni periodi dell’anno, quando c’è minore esposizione al Sole: i cambiamenti fanno contrarre gli strati superficiali del pianeta, portando ai sismi.

L’attesa dell’atterraggio è stata densa di impazienza. Il segnale proveniente da Marte, un beep, ha viaggiato per 145 milioni di chilometri prima di raggiungere la Terra e confermare che il robot (lander) InSight era regolarmente atterrato sul suolo marziano, senza sfracellarsi al suolo.

Atterrare interi su Marte è difficile e molti robot prima di InSight avevano fatto una brutta fine, per questo quei sei minuti e mezzo di discesa nell’atmosfera del pianeta erano cruciali: dopo aver percorso un tortuoso tragitto di mezzo miliardo di chilometri, il lander ha fatto tutto da solo, lasciando i ricercatori della NASA come semplici spettatori, in attesa di sapere se il frutto del loro lavoro di 10 anni fosse rimasto intero e pronto per farci scoprire nuove cose sulla storia di Marte.

InSight aveva iniziato il suo viaggio verso Marte all’inizio del maggio scorso, inserendosi in un’orbita per ricevere la spinta necessaria per raggiungere Marte negli ultimi giorni di novembre. Rispetto a quella terrestre, l’atmosfera di Marte è molto rarefatta, quindi offre meno resistenza nel rallentare qualcosa che sta precipitando verso il suolo. È anche per questo motivo che molti rover e lander negli anni hanno fatto una brutta fine su Marte, nonostante la gravità sia inferiore rispetto a quella della Terra (di circa un terzo).

Arrivato in prossimità di Marte, InSight si è inserito nell’atmosfera a una velocità di quasi 20mila chilometri orari. Dopo un paio di minuti, lo scudo termico che protegge il lander ha raggiunto una temperatura massima di 1.500 °C. Un minuto dopo, si è aperto un paracadute che ha rallentato la corsa di InSight e che si è separato poi insieme all’involucro che contiene il lander, a una quota di circa 5mila metri. L’ultimo tratto della discesa è stato gestito da 12 retrorazzi che hanno guidato InSight fino al punto di atterraggio. In pochi minuti, il lander è passato quindi da una velocità di 20mila chilometri orari a zero. L’impatto al suolo è avvenuto ad appena 8 chilometri orari, una velocità che ha consentito a InSight di rimanere intero.

Negli ultimi giorni i ricercatori della NASA avevano inviato alcuni comandi per aggiornare la rotta di InSight, in modo da affinare la procedura di atterraggio che era gestita dal computer.

InSight ha viaggiato in compagnia di due piccoli satelliti, grandi quanto una valigetta, che hanno svolto il compito di raccogliere i segnali dal lander mentre atterrava e inviarli verso la Terra. Era un sistema sperimentale, ma che potrebbe diventare di uso comune nelle future missioni per monitorare le fasi di arrivo sui pianeti dei lander e dei rover.

Il lavoro di più di dieci anni ha fatto sì che tutto funzionasse come previsto. Alcune ore dopo l’arrivo su Marte, InSight ha potuto aprire i suoi pannelli solari e iniziare la raccolta dei dati. I ricercatori impiegheranno qualche settimana per assicurarsi che sia tutto in ordine, poi avvieranno i primi esperimenti e i meccanismi per collocare il sismografo e il sistema per perforare il suolo sulla superficie del pianeta. A quel punto, potremo scoprire com’è fatto dentro.