Maltempo: 7 milioni di italiani in aree a rischio

Sono 7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, alluvioni ed esondazioni in una situazione di incertezza determinata dall’andamento meteorologico che condiziona la vita e il lavoro.

E’ quanto afferma Coldiretti in relazione all’ultima ondata di maltempo che ha colpito l’Italia dal Friuli alla Liguria, dal Trentino alla Toscana, dal Lazio alla Campania. A soffrire del brusco cambiamento climatico sono principalmente le coltivazioni di stagione ed i terreni dove sono state appena fatte o si preparano le semine autunnali.

I violenti nubifragi hanno causato la caduta di centinaia di alberi, serre divelte dal vento, ulivi in piena raccolta flagellati dalla grandine, campi allagati con cipolle, finocchi, scarole e in generale gli ortaggi sott’acqua per le intense precipitazioni che hanno provocato anche frane e smottamenti sono i pesanti danni provocati nelle campagne.

Le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua si abbattono su un territorio reso fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con più di nove comuni su dieci a rischio per frane o alluvioni (91,3%) secondo Ispra. In particolare sarebbero 3 al giorno i nubifragi verificatisi in Italia dall’inizio dell’autunno, secondo i dati ESWD in relazione all’allerta della protezione civile per buona parte del territorio nazionale.

La nuova perturbazione – sottolinea ancora Coldiretti – si abbatte sulle regioni fragili della Penisola dove sono saliti a 7275 i comuni con parte del territorio in pericolo idrogeologico, il 91,3% del totale ma la percentuale sale al 100% per Liguria e Toscana mentre e al 90% per il Piemonte. Una realtà aggravata dai cambiamenti climatici con l’eccezionalità degli eventi atmosferici che è ormai diventata la norma anche in Italia tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Il maltempo – sottolinea Coldiretti – arriva in un autunno che era stato bollente nella fase iniziale senza la caduta delle foglie, perché le piante per il caldo non sono entrate nella fase di riposo vegetativo caratteristico della stagione con il pericolo di esporle ai danni per il forte abbassamento delle temperature. Il settore agricolo è quello piu’ impegnato a contrastare i cambiamenti climatici ma anche quello più colpito con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e alle infrastrutture nelle campagne.