Meteo: sarà il giugno più caldo degli ultimi 20 anni

Mai così caldo da 20 anni a questa parte ed anche le prossime settimane di giugno saranno caratterizzate da sole ad oltranza.

Secondo quanto si legge nel sito di Meteo.it “per trovare condizioni simili nel passato dobbiamo risalire al 2012, anche se il caldo fu più discontinuo e soprattutto al 2003, l’unico mese in grado di reggere veramente il confronto con questo giugno 2019. In quelle settimane di 16 anni fa i picchi di caldo più intenso vennero toccati all’estremo Sud e nelle regioni del versante tirrenico: a Reggio Calabria il 27 giugno la temperatura sfondò la soglia dei 40°C, mentre a Firenze il 14 giugno la colonnina di mercurio schizzò verso l’alto fino a raggiungere i 38,6°C, e a Perugia si toccarono 37°C il 13 e poi ancora il 14 del mese”.

“Dando uno sguardo alle carte meteo – si legge ancora – possiamo vedere come l’alta pressione di origine africana sarà ancora ben presente su buona parte dell’Italia regalando tanto sole e temperature diffusamente oltre i 30°C … Dopo il prossimo fine settimana che vedrà l’espansione dell’anticiclone Scipione sul nostro Paese, secondo gli ultimi aggiornamenti a nostra disposizione l’alta pressione di origine sub-sahariana tornerà a farci visita anche nella seconda metà del mese con nuove ondate di calore pronte ad investire tutta l’Italia. Non sono sono da escludere quindi nuovi picchi di temperature oltre i 40°C in particolare nelle zone interne di Sicilia e Sardegna. Anche sulle restanti regioni raggiungeremo punte massime ben oltre i 35°C durante le ore più calde”.

Intanto, mentre il sole sta asciugando i campi, emergono i danni provocati dall’ondata di maltempo che ha colpito il Nord e soprattutto la Lombardia. La stima, secondo Coldiretti, parla di milioni di euro. Le ultime tempeste di ghiaccio e acqua hanno fatto innalzare i grandi laghi del Nord con quello di Como che ha raggiunto un grado di riempimento del 105% allagando una corsia del Lungolario mentre quello Maggiore è al 112% e quello di Garda al 98%. La grandine – sottolinea Coldiretti – ha investito dalla Bergamasca al Cremonese, dal Bresciano al Mantovano, da Varese a Lecco e dalla Valle Spluga e Valchiavenna in provincia di Sondrio e, in forte difficoltà, l’attività di allevamento con il fieno che ha subito danni nelle pianure e sugli alpeggi con diversi smottamenti e piccole frane, che hanno invaso le carreggiate delle strade rurali rendendo difficile raggiungere i pascoli per alimentare gli animali.