Morto il giornalista e scrittore Giampaolo Pansa

Si è spento ad 84 anni il giornalista e scrittore Giampaolo Pansa. E’ stato un protagonista del giornalismo italiano del Novecento.

Piemontese di Casal Monferrato, deriva il suo nome dal nonno – Giovanni – morto nei campi e dallo zio – Paolo – che cadde da un’ impalcatura. Giovanni e Paolo: Giampaolo.
Sposato e separato, è morto a Roma assistito dalla sua compagna, la scrittrice Adele Grisendi. Nel 2016 aveva perso il figlio Alessandro, ex ad di Finmeccanica morto di malattia a 55 anni.

Giornalista autorevole, dalla Stampa al Corriere della Sera e Repubblica (di cui fu anche vicedirettore), passando per il settimanale Panorama e l’Espresso e poi ancora il Messaggero e il Giornale, un grande gusto per la provocazione, è stato anche storico, autore di romanzi e saggi in gran parte incentrati sugli anni della guerra partigiana, un argomento che era stato anche al centro della sua tesi di laurea in Scienze Politiche, dove era stato allievo dello storico Alessandro Galante Garrone.

Dagli esordi torinesi con un memorabile reportage sulla Strage del Vajont – celebre il suo incipit “scrivo da un paese che non esiste più” – agli articoli sull’attentato di Piazza Fontana e quelli sullo scandalo Lockheed, nella sua lunga carriera ha messo a segno tanti colpi.
Sua per esempio l’espressione “Balena Bianca” per definire la democrazia cristiana. Alla fine degli anni 80 del Novecento lancia dalle pagine di Panorama la celebre rubrica Il Bestiario, portata poi sull’Espresso ed infine su Libero.Tra i libri più noti, il Sangue dei vinti, nel quale mette a punto le sue idee poi accusate di revisionismo sulla Resistenza.

Riassumeva se stesso così: “Tutto ciò che resterà della mia vita è quello che ho scritto”.

(foto – Tgcom24)