Papa Francesco ad Abu Dhabi: Con i saraceni né liti né dispute

“Non è beato chi aggredisce o sopraffà, ma chi mantiene il comportamento di Gesù che ci ha salvato: mite anche di fronte ai suoi accusatori”. Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia pronunciata durante la messa nello stadio di Abhu Dhabi.

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EN: God is with those who seek peace. From heaven He blesses every step which, on this path, is accomplished. PT: Deus está com o homem que busca a paz. E do céu abençoa cada passo que se realiza, neste caminho, sobre a terra. ES: Dios está con el hombre que busca la paz. Y desde el cielo bendice cada paso que se da en la tierra por este camino. IT: Dio sta con l’uomo che cerca la pace. E dal cielo benedice ogni passo che, su questa strada, si compie sulla terra. FR: Dieu est avec l’homme qui cherche la paix. Et du ciel il bénit chaque pas qui, en ce sens, s’accomplit sur la terre. DE: Gott ist bei jedem Menschen, der den Frieden sucht. Und vom Himmel aus segnet er jeden Schritt, der hier auf Erden auf diesem Weg gegangen wird. PL: Bóg jest z człowiekiem, który dąży do pokoju. I z nieba błogosławi każdy krok, który na tej drodze jest podejmowany na ziemi. #apostolicjourney #uae

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“Mi piace citare San Francesco, quando ai frati diede istruzioni su come recarsi presso i Saraceni e i non cristiani. Scrisse: ‘Che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere cristiani’ (Regola non bollata, XVI) – ha aggiunto – Né liti né dispute, e questo vale anche per i preti: in quel tempo, mentre tanti partivano rivestiti di pesanti armature, san Francesco ricordò che il cristiano parte armato solo della sua fede umile e del suo amore concreto”.

Per il Papa “è importante la mitezza: se vivremo nel mondo al modo di Dio, diventeremo canali della sua presenza; altrimenti, non porteremo frutto”.

Tra le voci a commento del viaggio apostolico del Papa, quella dei frati di Assisi.
Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento, in una nota evidenzia
“ad Abu Dhabi tutto il mondo musulmano guarda con attenzione le parole e i gesti di Bergoglio. Ma anche i cristiani osservano con altrettanta attenzione quello che sta avvenendo. La strada intrapresa dall’Argentino ricalca quella che Francesco d’Assisi segnò 800 anni fa: allora “infedeli” oggi fratelli”.

Il Papa sdogana l’Islam, ma l’Islam sdogana la Chiesa? E’ l’auspicio e il punto di domanda di questo viaggio apostolico – dice ancora Padre Enzo – Bergoglio lo ha fatto sin dall’inizio ‘un fratello da voi per costruire sentieri di pace’. E’ questa la posta in gioco e lo si fa con le parole attribuite a san Francesco: fa di me uno strumento della tua pace. Parole che affondano le loro radici nel testo della Regola non Bollata che allora la Chiesa non volle approvare: ‘Perciò tutti quei frati che per divina ispirazione vorranno andare tra i saraceni e altri infedeli…I frati poi che vanno tra gli infedeli possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti né dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio (1 Pt2, 13) e confessino di essere cristiani. L’altro modo è che, quando vedranno che piace a Dio, annunzino la parola di Dio…’. Parole dettate dall’assisiate dopo il viaggio a Damietta nel 1219, senza se e senza ma”.

“L’esortazione ‘Né liti né dispute’ è fondamentale in quanto il Santo auspicava che i frati si distinguessero dai crociati in armi. Non la ricerca di uno scontro, ma la costruzione di un terreno comune e umano su cui far nascere un’amicizia – conclude Padre Enzo – Le immagini che arrivano oggi da Abu Dhabi: il Grande Imam di Al-Azhar, Mohamed Ahmed al-Tayeb, il principe ereditario lo sceicco Mohammed Bin Zayed al Nahyan, e Papa Francesco che camminano mano nella mano rimarranno nella storia. Immagini che siglano l’amicizia invocata da Francesco d’Assisi 800 anni fa. Le linee guida di allora diventano gli atteggiamenti di oggi. Non la strada dell’imposizione ma quella della condivisione”.