Papa Francesco ha nominato una donna sottosegretario

Papa Francesco ha nominato una donna, Francesca Di Giovanni, sotto-segretario per il Settore multilaterale della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato .

La Segreteria di Stato è guidata dal segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, “primo ministro”, ed è divisa in tre sezioni. Quella per i rapporti con gli Stati è diretta dal segretario monsignor Paul Richard Gallagher, una sorta di ministro degli Esteri della Santa Sede: Francesca di Giovanni ne diventa ora “vice”, affiancando l’altro sottosegretario, monsignor Mirosław Wachowski. E’ dal 15 settembre 1993 che la donna lavora nella Segreteria di Stato come Officiale della Sezione per i Rapporti con gli Stati.

Si tratta comunque di una svolta storica, è la prima volta nella storia della chiesa che una donna riceve un incarico così elevato nel centro nevralgico del Vaticano – il potente ministero che si occupa della politica estera del Vaticano – e nell’ambito della diplomazia, da sempre prettamente occupato da uomini.

Nata a Palermo il 24 marzo 1953, laureata in Giurisprudenza, Francesca Di Giovanni ha completato la pratica notarile. Ha lavorato nell’ambito del settore giuridico-amministrativo presso il Centro internazionale dell’Opera di Maria (Movimento dei Focolari). Ha svolto il suo servizio sempre nel Settore multilaterale, soprattutto per quanto riguarda temi concernenti i migranti e i rifugiati, il diritto internazionale umanitario, le comunicazioni, il diritto internazionale privato, la condizione della donna, la proprietà intellettuale e il turismo.

“Il Santo Padre ha preso una decisione innovativa, certamente, che al di là della mia persona rappresenta un segno di attenzione nei confronti delle donne”, il suo commento a caldo dopo la nomina, rilasciato a “Vatican News”.

Da tempo Papa Francesco aveva spiegato che la Chiesa doveva garantire più spazio alle donne, spiegando “mi preoccupa il persistere nelle società di una certa mentalità maschilista, mi preoccupa che nella stessa Chiesa il servizio a cui ciascuno è chiamato, per le donne si trasformi a volte in servitù”.