Papa, non lasciare alle prossime generazioni i problemi causati dalle precedenti

“Purtroppo, dopo quattro anni” dal vertice internazionale sul clima che si svolse a Parigi (Cop21), “dobbiamo ammettere” che la consapevolezza di collaborare per l’ambiente “è ancora piuttosto debole, incapace di rispondere adeguatamente al forte senso di urgenza per un’azione rapida richiesta dai dati scientifici a nostra disposizione, come quelli descritti dai recenti rapporti speciali del comitato internazionale sul cambiamento climatico (Ipcc)”. Lo scrive il Papa in un messaggio alla conferenza sul clima in corso a Madrid (Cop25).

“I giovani – scrive nel messaggio letto dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin – mostrano una maggiore sensibilità ai complessi problemi nati da questa emergenza. Non dobbiamo lasciare alle prossime generazioni il peso dei problemi causati da quelle precedenti. Al contrario, dovremmo dare loro l’opportunità di ricordare la nostra come la generazione che ha rinnovato ed ha agito – con onestà, responsabilità e coraggio – sulla necessità fondamentale di collaborare al fine di preservare e coltivare la nostra casa comune. Che possiamo offrire alla prossima generazione ragioni concrete per sperare e lavorare per un futuro buono e degno!”.

Dobbiamo domandarci seriamente – ha rimarcato Jorge Mario Bergoglio – se c’è volontà politica di allocare con onestà, responsabilità e coraggio più risorse umane, finanziarie e tecnologiche per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico, così come per aiutare le popolazioni più poveri e i più vunerabili che soffrono di più”.