Un mese fa crollava il Ponte Morandi, Genova ricorda

Genova si ferma oggi per ricordare i 43 morti del crollo del Ponte Morandi, avvenuto un mese fa. Alle 11.36, ora esatta del crollo, la città si fermerà per un minuto di silenzio.
Previsti annunci sonori e visivi nelle stazioni; tutti i treni fermi fischieranno, le campane delle chiese e le sirene del porto suoneranno in questo momento di raccoglimento. Le bandiere del Palazzo della Regione e di Tursi saranno ammainate in segno di lutto.

Il Governatore Giovanni Toti, sul suo profilo FB ha postato un’immagine grafica evocativa, sottolineando “Oggi il pensiero di tutti noi è per le 43 vittime, per le loro famiglie, per i feriti, per i genovesi che hanno perso la loro casa. Oggi il pensiero di tutti noi è per Genova, che non dimentica, che non si arrende, che si rialzerà”

14 settembre, un mese esatto dal crollo del #pontemorandi. Oggi il pensiero di tutti noi è per le 43 vittime, per le…

Posted by Giovanni Toti on Thursday, 13 September 2018

Il Presidente della Regione, dà anche l’appuntamento al pomeriggio “alle 17.30 in Piazza De Ferrari. #genovanelcuore”.
In città ci sarà il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “come promesso”. Conte lo ha scritto su Twitter: “Avevo promesso che sarei tornato presto a Genova. Domani, a un mese dalla tragedia del ponte Morandi, tornerò a Genova, ma non a mani a vuote. Porterò con me il ‘decreto emergenze’ che contiene misure per famiglie e imprese colpite e una soluzione per ricostruire presto il ponte”.

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto sul quotidiano La Stampa nel giorno della commemorazione. “La città di Genova è stata colpita da una tragedia inaccettabile – ha scritto – L’immagine che Genova ha dato di sé e che rimane impressa nei nostri ricordi in quei giorni di lutto e di smarrimento, non è stata soltanto di profondo dolore, ma anche di grande solidarietà e di forza d’animo”.
“Quella stessa solidarietà, alta, responsabile, coraggiosa, disinteressata, che ha caratterizzato i genovesi e i soccorritori – che ringrazio ancora, dai Vigili del fuoco al personale degli ospedali – è la chiave di volta per superare la condizione che si è creata – prosegue ancora il Presidente – Vi è bisogno di energia, idee, collaborazione, sostegno. Serve un impegno collettivo, nazionale e locale, pubblico e privato. Ricostruire è un dovere. Ritrovare la normalità, una speranza che va resa concreta. Bisogna farlo in tempi rapidi, con assoluta trasparenza, con il massimo di competenza. Con unità di intenti e visione lungimirante. Partendo dal ricordo delle vittime, dai bisogni primari di quei cittadini che hanno perso tutto. E accompagnando via via la ripartenza con provvedimenti che sostengano l’impegno dei cittadini, delle imprese, del mondo del commercio e dell’economia. Genova non attende auguri o rassicurazioni ma la concretezza delle scelte e dei comportamenti”.