Unesco: Prosecco e le sue colline Patrimonio dell’Umanità

Un maxibrindisi da record con migliaia di cittadini, turisti ed agricoltori ha salutato l’iscrizione del sito veneto “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco, approvata nel corso 43esima sessione dal World Heritage Committee riunito a Baku, capitale dell’Azerbaijan.

L’iniziativa è stata promossa da Coldiretti nella giornata conclusiva del Villaggio contadino al Castello Sforzesco di Milano. I produttori veneti di Prosecco di Coldiretti hanno offerto insieme al Presidente della confederazione Ettore Prandini le migliori bottiglie del vino italiano piu’ esportato nel mondo, che nasce da un territorio unico giustamente premiato dal prestigioso riconoscimento. Si è trattato della piu’ grande levata di calici realizzata per salutare il raggiungimento dell’obiettivo che era sfuggito nel luglio 2018.

A spingere il riconoscimento, l’aumento record del 21% delle vendite nel 2019 sui mercati esteri, dove il Prosecco è il vino Made in Italy maggiormente esportato. Delle 464 milioni di bottiglie Doc vendute lo scorso anno, prodotte su oltre 24mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, circa 2 su 3 sono state vendute all’estero dove la Gran Bretagna è il Paese che ne consuma di più.

L’iscrizione delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, rafforza il primato dell’Italia che vanta il maggior numero di siti riconosciuti a livello mondiale, ma il Belpaese può contare anche – sempre secondo Coldiretti – su molti “tesori” iscritti nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco come l’Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l’Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014), l’’arte dei pizzaiuoli napoletani (2017), la Falconeria, iniziativa cui l’Italia partecipa assieme ad altri 17 Paesi e dal novembre 2018 l’“Arte dei muretti a secco” sulla base della candidatura avanzata dall’Italia con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

Parla di “risultato straordinario, atteso da tempo, motivo di orgoglio non solo per il Veneto ma per l’Italia intera” anche Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura. “Un riconoscimento per l’unicità del territorio e del suo prodotto principe, la sua valenza economica ma anche culturale, agricola, paesaggistica e turistica. Vengono finalmente valorizzate colline vitate, uniche, inconfondibili, che tutto il mondo apprezza, così come il prosecco prodotto dalle sue uve. Questo riconoscimento mondiale – ribadisce – sarà un volano straordinario per il settore vitivinicolo, che sta affrontando sfide importanti per incrementare la propria competitività, ma anche per tutto il mondo agricolo, che ha un’ulteriore chance per far conoscere al mondo l’eccellenza del made in Italy enoico ed agroalimentare”.

Foto – i giovani di Coldiretti e il presidente Ettore Prandini mentre festeggiano (autorizzazione Coldiretti)