USA: primo caso Coronavirus. Vicino a Seattle un infetto giunto da Wuhan

Accertato il primo caso negli Stati Uniti di Coronavirus. Lo fanno sapere le locali autorità sanitarie. La persona infetta, un uomo di 30 anni di Everett, è stata individuata vicino a Seattle, nello stato di Washington. Era arrivato dalla Cina. Effettivamente si era recato a Wuhan, ma non nel mercato ittico riconosciuto come focolaio del virus.

La malattia potrebbe aver colpito anche il primo occidentale. Si tratterebbe di un turista inglese di 32 anni, che “sta lottando contro la morte in Thailandia”, secondo quanto scrive il quotidiano inglese The Sun. L’uomo è stato portato d’urgenza in ospedale a Phuket dopo che, riferisce il quotidiano online, “un virus simile a quello della polmonite ha infettato entrambi i polmoni mentre si trovava sull’isola di Koh Phi Phi”. I medici a Phuket hanno rilevato che i sintomi presentate sarebbero “compatibili” con il nuovo coronavirus.

La città di Wuhan nel frattempo ha adottato una serie di misure per rafforzare il controllo e il monitoraggio dei viaggiatori in partenza, nel tentativo di frenare la diffusione della nuova polmonite, vietando le partenze di gruppi turistici e compiendo controlli a campione sui veicoli a passeggeri privati in entrata e in uscita alla ricerca di pollame vivo o animali selvatici. Lo rende noto la commissione sanitaria del municipio. Per i controlli sui sintomi di febbre dei passeggeri vengono impiegati termometri fissi a infrarossi e portatili in vari terminali di trasporto della città, tra cui l’aeroporto, le stazioni ferroviarie, le stazioni degli autobus e le banchine. I passeggeri con febbre sono registrati, ricevono maschere e opuscoli sulla polmonite e indirizzati dal medico. Le cancellazioni e i cambi di biglietto saranno gratuiti.

Intanto, alle 18 di ieri i casi accertati in Cina hanno superato i 400 e le vittime sono aumentate da sei a nove. Anche la regione semi-autonoma cinese di Macao ha annunciato il primo caso accertato e ha ordinato agli impiegati dei suoi casinò di indossare una maschera per arginare l’epidemia. Ad ammalarsi una imprenditrice di 52 anni arrivata domenica in treno dalla vicina citta’ di Zhuhai.

Il viceministro della Commissione nazionale di sanità cinese, per parte sua, come riferisce la BBC, ha detto che c’è il rischio di una mutazione del virus che renda ancor più concreto il rischio di un’epidemia galoppante. “Sebbene il percorso si trasmissione del virus debba essere ancora pienamente capito – ha spiegato – c’è una possibilità di una mutazione del virus e un rischio di ulteriore diffusione dell’epidemia”.

Questo momento, sempre secondo il viceministro, è “la fase più critica” nella prevenzione e controllo dell’epidemia. La Cina ha già confermato che la trasmissione del virus – conosciuto come 2019-nCoV – avviene da uomo a uomo. Si tratta di un nuovo ceppo del coronavirus già responsabile di altre epidemie e che provoca problemi respiratori, febbre e nei casi peggiori complicanze che possono portare alla morte. Ci sono prove che il virus è “principalmente trasmesso attraverso il tratto respiratorio”, anche se non è ancora stata stabilita con certezza l’origine del virus.

Finora non è stato ancora individuato quello che viene solitamente definito come un “super-spreader”, cioè un ammalato che abbia contagiato oltre 10 persone.

L’Istituto superiore della sanità, attraverso il responsabile delle malattie infettive Giovani Rezza avverte “sono da evitare locali sovraffollati e bisogna lavarsi spesso le mani. Potrebbe essere considerato anche l’uso di mascherina. Ovviamente mi riferisco a chi va in quelle zone, perché da noi al momento non c`è alcun problema, niente da temere“.