Venezia è in ginocchio. Ingentissimi danni per l’acqua alta

Paura a Venezia, dove nella notte un’alta marea di 187 cm ha allagato la città causando ingenti danni, tra hotel allagati e la Basilica di San Marco invasa dall’acqua, e facendo almeno 2 vittime in laguna. In mattinata un’altra marea ha tocca quota 160 cm.

E’ lo scenario di una devastazione apocalittica, c’è l’80% della città sott’acqua e danni inimmaginabili. Più di un metro di acqua, forse un metro e mezzo, è nella basilica di San Marco. Il 100% dell’isola di Pellestrina è sott’acqua, c’è un morto, è devastata la spiaggia di Caorle” ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, in collegamento telefonico con Mattino 5.

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Quantificare i danni è difficile. Il danno che ha fatto quest’acqua è pauroso”, ha aggiunto. “Chiederemo lo stato di crisi. Cittadini e imprese raccolgano materiale utile a dimostrare i danni subiti: foto, video, documenti o altro” è stato l’invito del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ai concittadini colpiti dalle ripetute acque alte. In un post sulla sua pagina facebook il primo cittadino ha aggiunto “Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’intera città e le isole. Siamo con il Patriarca Moraglia per portare il nostro sostegno ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti per superare queste giornate che ci stanno mettendo a dura prova”.

#Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’intera città e le isole.‬‪Siamo qui con…

Posted by Luigi Brugnaro on Wednesday, 13 November 2019

Intanto si intensifica il dibattito sul Mose, l’infrastruttura in costruzione da decenni che dovrebbe mettere al riparo la città dalle insidie dell’acua alta. Intervistato dall’agenzia Askanews, Georg Umgiesser, ricercatore dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar-Cnr) ha spiegato tra l’altro “il Mose è stato costruito per evitare le maree molto alte, eccezionali, da quelle sicuramente riesce a proteggere: sarebbe stato utile nell’evento di ieri sera. Il problema saranno le tante piccole maree alte previste nei prossimi decenni a causa dei cambiamenti climatici: il Mose non riuscirà a proteggere Venezia quando avremo un innalzamento del mare di 30-40 centimetri, bisognerebbe chiudere troppe volte”.

Il livello di ‘salvaguardia’ per la maggior parte di Venezia è 110 centimetri. Il Mose proteggerebbe San Marco da eventi come quello di ieri, ma i veneziani staranno comunque sempre con i piedi nell’acqua”. Per Umgiesser l’acqua alta “è stato comunque un evento assolutamente eccezionale: nella sala controllo dell’Ufficio maree la situazione sembrava assolutamente tranquilla, il Comune ha deciso di fare un’allerta per 145 centimetri che sembrava già un livello alto, non avrei mai pensato si arrivasse a 187 centimetri. Sono cose purtroppo non più prevedibili: fenomeni molto veloci, con una scala spaziale locale molto piccola. Ieri siamo stati tutti presi di sorpresa. Bisogna lavorare molto per migliorare le previsioni. Questi eventi estremi sono sempre più frequenti: è un effetto dei cambiamenti climatici. Temo che ne vedremo sempre di più in futuro”.

Quanto alle previsioni per i prossimi giorni, secondo il ricercatore “nei prossimi giorni la marea si manterrà molto alta: domenica si teme un’acqua alta molto forte. Il livello medio è già altissimo, inoltre ci si mette il vento a spingere verso l’alto Adriatico. Speriamo che non sia come ieri notte”, ha concluso.