Alla scoperta delle “donne contemporanee” del Festival della canzone italiana

Si è aperta la settimana del 70° Festival di Sanremo. Quest’anno più che mai gli occhi sono puntati sulle donne che vogliamo raccontarvi insieme a Lancia Ypsilon Monogram, la fashion city car dall’abito “double color” perfetta per donne contemporanee.

Da lunedì a domenica alle 12.40 – e qui sul sito di Subasio – non perdete il commento della serata precedente, la storia e le curiosità del Festival e le fasi salienti dello spettacolo con i nostri Stefano Pozzovivo e Franco Perchinelli.

9 FEBBRAIO – La Vittoria di una è la vittoria di tutte

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24 anni… 24 anni dalla vittoria con Ron, 24 anni che me ne sono andata per "strade artistiche" sconosciute, che mi sono sentita dire che ero una pazza ad abbandonare il main stream, dopo una vittoria, che dovevo battere il ferro quando è caldo… 24 anni… da straniera in casa… 24. Nel frattempo ho visto, ho sentito, ho sofferto, ho cantato, ho recitato, ho sbagliato, ho sorriso e pianto, ho creato, ho dato vita ho ucciso… ma di una cosa sono certa… non ho mai tradito la musica. E l'ho difesa dai facili approcci e dalle promesse allettanti, lei è come l'aria per me, come il respiro, l'acqua, il cibo… èvita. É il mio unico grande amore. Ma poi la vita, si diverte, e ti sorprende… e così ti rinvitano ad una festa e vai vestita di te. E di tutti gli abbracci, gli incontri e i passaggi avuti con tanti artisti, classici, indie, rock, pop, progressive e popolari, giovani e affermati , italiani e non, uomini, donne e ogni tassello costruito, e portato la sera nel tuo ultimo respiro prima di dormire, prima di mettere la testa sul cuscino e chiederti se ancora ce la fai… 15 gradini, e si arrivava lì, al centro del palco piena e sospesa, con la mia voce, croce e delizia di questi lunghi 24 anni di sudore e dignitá. Ero lí. Ho acceso il cuore e sono partita. E come per magia ero piccola, con mia nonna, in ospedale o ai giardinetti con i mie cugini, ero lí col mio primo amore, con la mia amica sorella, con il mio cane che non c'e' più, con il mio compagno e tutti i cuori che hanno battuto con me e per me… con tutti i nomi che ho chiamato amore, ero lì…e ho fatto pace con un sacco di gente… soprattutto ho fatto pace con me stessa. Me stessa… 24 anni e 4 minuti, per rincontrarvi finalmente tutti. I vostri sguardi li sentivo negli occhi, i vostri abbracci li ho sentiti dietro le spalle e mi sono lasciata andare ad un lungo bacio con la musica… lunghissimo… di quelli che ti tolgono il fiato… che non respiri… che quasi senti di morire per quanto é bello… davanti a tutti… e non ti vergogni… una #Morabeza unica… Grazie! Grazie a tutti. TUTTI! Lasciatemi qui sotto ringraziare tutti i musicisti e gli amici che mi hanno scritto, coccolato e

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Eccetto il Premio Beppe Bigazzi a Tosca, il podio e gli altri riconoscimenti ufficiali della 70esima edizione del Festival sono andati ai maschi, ma le donne hanno vinto comunque. L’hanno fatto con una personalità travolgente, figlia del nostro tempo.

Ognuna delle 10 co-conduttrici e delle 7 cantanti ha valorizzato con professionalità e leggerezza le sfaccettature dell’universo femminile, impreziosito – mai come nella serata finale – da gonne fluttuanti, scollature e splendidi tessuti; da pantaloni severi, tacchi e gioielli. L’attenzione al look, in Sanremo 2020 è stata evidente e puntuale. Dall’abito alla pettinatura, tutte – ad onor del vero, tutti – hanno reso onore al proprio brano, alla musica e, soprattutto, al Festival.

Essendo poi l’appuntamento canoro uno specchio della società in movimento, ad apparire è stato il volto di un’Italia che riconosce, mostra, valorizza il bello e, parimenti, sa essere accogliente ed includente, critica, commossa, indignata. Ecco allora che l’amore ed il cuore hanno fatto rima con dolore e sudore, maternità e diversità, resilienza e coraggio.

Chi lo dice che sono solo canzonette! Sono brandelli di vita. Poco importa allora che le canzoni delle artiste siano finite dalla sesta posizione in giù. Il Festival di Amadeus definito “delle promesse mantenute”, grazie alle donne, ha omaggiato con misura ed eleganza la Donna. La Donna con la lettera maiuscola, che rimanendo se stessa, conserva la consapevolezza di essere sempre “molto di più

8 FEBBRAIO – Quando il gioco si fa duro,le donne cominciano a … cantare

Di parole se ne dicono tante, ma Sanremo resta una gara e, solleticate nella competitività, le donne cantano emozioni, dispensano bellezza e incamerano voti. Il 47,5% non basta a Tecla per agguantare la vittoria delle nuove proposte, ma il premio Lucio Dalla assegnatole dalla Sala stampa radio, tv, web per il suo 8 marzo è comunque un buon viatico.

Antonella Clerici bionda, autoironica, sontuosa, nazionalpopolare – ed è un complimento – introduce i 24 big sottoposti al giudizio dei giornalisti, al pari di Francesca Sofia Novello. Bruna, solare, leggera, raffinata, lasciato a casa The Doctor Rossi, gioca sulla “linea del passo indietro” inventata da Amadeus; quando la gaffe si fa spettacolo!

La sfida fra le 7 artiste è un coinvolgente festival nel Festival. Chi libera le gambe, chi veste in pantaloni, chi valorizza il decolté, chi mostra senza ostentare. Tutte stilosissime.

Se Giordana in Come mia madre esalta la mamma universale e Tosca – sesta nella classifica parziale, prima delle donne – ripercorre il passato e ammette Ho amato tutto, Elodie celebra il coraggio di ribellarsi al mito di Andromeda. Tanto consapevole del suo essere rock, Irene Grandi urla Finalmente io, quanto Levante in Tikibombom difende le individuali scintille di diversità. E mentre Rita Pavone nel suo Niente (resilienza 74) indica la strada per ricostruirsi senza farsi travolgere, la burrosa Elettra Lamborghini travolge con le atmosfere latine di Musica (e il resto scompare) … perché è vero, basta un po’ di musica e il mondo si colora!

7 FEBBRAIO – Donne incondizionatamente uniche

Le donne sono collaborative. Non perché storicamente relegate ad un ruolo spesso subalterno, ma perché lo sono e basta. Sanno attivare connessioni e, qualora le spezzino, ne creano di nuove. Protagoniste e ospiti, nella serata dei duetti hanno dimostrato la gioia di lavorare insieme, giuste anche quando sopra le righe, trasportate da parole e musica.

Con una loquela incontenibile la bionda conduttrice albanese Alketa Vejsiu plaude l’omaggio sanremese alla femminilità e ringrazia l’Italia “esempio di integrazione, accoglienza, umanismo”. Il tango della sensuale Georgina Rodriguez ne esalta l’individualità, bilanciando l’impatto mediatico del fidanzato famoso in platea. A lui il ‘merito’ di ricevere i fiori della riviera – pur sempre primo degli uomini!

Le donne sono generose e orgogliose, hanno spalle dritte, tanto se spuntano dalle scollature, quanto se impreziosiscono giacche mono o multicolor. Sanno mettersi a disposizione delle donne dalle ali spezzate, “perché nessuna mai più debba subire violenza” e delle canzoni più belle della storia del Festival, arrivando in massa, affiancando i colleghi o facendosi affiancare, perché sempre di gara si tratta.

Tosca con Silvia Perez Cruz svetta nella classifica stilata dall’orchestra con Piazza Grande e nella sua carnalità, sensualità, dolcezza c’è quella di ogni donna innamorata. Anche il Cantico dei Cantici declamato da Roberto Benigni nella sua versione primigenia la esalta. Potrebbe averlo scritto una donna – e non stupirebbe – forse perchè “l’amore non è possesso né mistero, è il luogo dove il mistero si dissolve

6 FEBBRAIO – Donne portatrici sane di positività

Che belle le donne autoironiche e intelligenti, capaci di parlare con disinvoltura di amori finiti, di numeri, di figli, d’amicizia, di guerra e di pace!

Anche nella seconda serata sanremese l’hanno fatto, pensanti e parlanti, evocate o presenti. Maria De Filippi, connessa da remoto, ride con Fiorello, concentrato nel vestirne i panni, mentre le giornaliste Emma D’Aquino e Laura Chimenti, splendide nei cambi d’abito, passano da improbabili “lanci” in “stile Tg” alle montagne russe della professione e della vita. Fuori dal coro, Sabrina Salerno, consapevole del legame tempo e fascino.

Martinelli e Lula al grido premonitore “non ci sarà un’altra volta ancora” non passano tra i giovani, ma guardano oltre. Tanto, si sa, le donne sanno voltare pagina e al verso della debuttante Levante, in gonna e top rosa “siamo gli ultimi della fila, siamo terre mai viste prima”, fa eco Elettra Lamborghini – esordiente suo pari – abbracciata da una tuta oro e cipria “non ho mai smesso di sorridere”. Se Giordana si rifugia nel rassicurante abbraccio materno “hai custodito le mie insicurezze, saresti pronta per rifarlo ancora”, Tosca in total black, severa nella sua femminilità, scodella un’indimenticabile poesia “se tu mi chiedi in questa vita cosa ho fatto, io ti rispondo: ho amato. Ho amato tutto!”. E’ quarta nella classifica della serata, prima fra le colleghe.

Donne portatrici sane di positività, omaggiate con gli splendidi fiori di Sanremo. Fiori, per i fiori!!!

5 FEBBRAIO – Le donne vogliono essere musica

Glamour, personalità e look in armonia con parole e note. Più facce della stessa donna nella prima serata del Festival. Romantica e grintosa, in pantaloni, con la minigonna o in jeans, glitterati però!

Amadeus, direttore artistico e perfetto padrone di casa voleva celebrare la donna nella sua interezza; c’è riuscito e loro sono state all’altezza. Le co-conduttrici, Diletta Leotta e Rula Jebreal, elegantissime, hanno interpretato la loro professione oscillando tra leggerezza ed ironia, impegno, amarcord e denuncia sociale.

Dando voce ad una gamma infinita di emozioni, le cantanti in gara sono emerse dai bagliori blu di una raffinata scenografia. Tenera, nel completo informale da adolescente, Tecla ammette “… siamo petali di vita“, mentre la veterana Irene Grandi, sexy in un coraggioso top dark, dà sfogo alla gioia “quando canto sto da Dio“. Se Rita Pavone, informale nella giacca con concessioni arabeggianti rivendica la propria autonomia urlando “non hai mai saputo spezzarmi”, Elodie – perfetta in un miniabito perfetto – riconosce “forse è una moda quella di sentirsi un po’ sbagliati”, conquistando il secondo posto della classifica parziale.

A giudicare le donne, però, non è la giuria demoscopica, ma la vita. Benché non sia facile, tutte hanno le armi per riuscire. Per dirla come la giornalista Rula noi donne vogliamo essere libere, nello spazio e nel tempo. Vogliamo essere musica …

4 FEBBRAIO 2020 – Prima della gara

Scintillare e impreziosire. Da questa sera sarà un dovere per tutti i protagonisti del Festival chiamati a valorizzare un appuntamento unico. le donne di più, se è vero, come è vero, che nel percorso di Sanremo le cantanti hanno contribuito in larghissima misura a scrivere capitoli di storia della musica e del costume di un Paese.

L’aspettativa per il 2020 è altissima, al pari del desiderio di una vincitrice. In 69 edizioni celebrate, infatti, le donne hanno trionfato solo in 19, figurando poi in altre – non tantissime a dire il vero – come metà di un duo o parte di un gruppo. Se nel primo decennio a conquistare l’ambito primo posto furono le rassicuranti Nilla Pizzi, Carla Boni, Franca Raimondi, le decadi successive – almeno fino a quando la kermesse si tenne nel Salone delle Feste del Casinò prima di passare, nel 1977, al Teatro Ariston – hanno visto l’affermazione di artiste emblema di una società in bilico tra tradizione e modernità. Da Betty Curtis a Gilda, passando per Gigliola Cinquetti, Iva Zanicchi, Nada. E se fino alla fine degli Anni Ottanta ci sono stati nomi ancora oggi percepiti come icone, da Romina Power ad Anna Oxa, l’avvicinarsi e l’avvio del nuovo secolo ci hanno consegnato personaggi volitivi e ‘tosti’, oltre che vocalmente dotatissimi. Solo per fare qualche nome Giorgia, Annalisa Minetti, Elisa, Alexia, Emma, Arisa. Sanremo è stato anche il trampolino di nuove proposte rivelatesi poi talenti indiscussi, una su tutte, Laura Pausini.

Personalità e professionalità, quindi, non sono mai mancate nella città dei fiori e tra poche ore – è sicuro – ci sarà solo l’imbarazzo della scelta, per commentare e … votare!

3 FEBBRAIO 2020 – Prima della prima

Sanremo è sempre stato dipinto di rosa. Vuoi per i fiori della riviera, vuoi, soprattutto, per la presenza femminile. Quest’anno oltre alle 7 artiste nella rosa dei 24 big in gara, le 10 co-conduttrici volute da Amadeus per affiancarlo di serata in serata, amplificheranno l’omaggio alla donna nella sua interezza.

Benché fin dagli esordi il Festival abbia avuto le sue quote rosa, cantanti a parte, vallette e ospiti hanno numericamente superato le presentatrici! Sola donna al comando è nel 1986 Loretta Goggi, già interprete di quella Maledetta Primavera che nel 1981 le aveva regalato un secondo posto. Seguirono nel 2001 – quasi 20 anni dopo! – Raffaella Carrà, reduce dal fortunato “Carramba, che fortuna!”, nel 2004 Simona Ventura, acclamata anchorwoman della prima edizione de L’isola dei famosi e nel 2010 Antonella Clerici, solare nella sua recente maternità. Quattro donne diverse, per stile e personalità, ma capaci di entrare nel cuore degli spettatori interpretando le sfaccettature di una kermesse intramontabile. Gli anni più recenti abbondano di co-conduttrici, che hanno continuato a brillare di luce propria e non riflessa. Emma Marrone e Arisa, Virginia Raffaele e Madalina Ghenea, Maria De Filippi, Michelle Hunziker.

Le fantastiche 10 che si alterneranno sul palco dell’Ariston da domani quali armi sfodereranno? “Sono così piene di fascino, cultura, intelligenza e bellezza che mi rendono felice” ha dichiarato il presentatore e direttore artistico e, senza elencarne il curriculum, c’è da credere che lasceranno il segno!