Anna Foglietta: ho imparato a vivere qui e ora

“Vengo da una famiglia semplice. I miei genitori non hanno mai rischiato: non per mancanza di coraggio, ma perché erano figli della guerra. Io sono riuscita a farlo: il mio non è stato un riscatto sociale, volevo distinguermi e dare voce alla mia personalità vulcanica, che fremeva dentro”. Anna Foglietta è una donna che ha il coraggio di rischiare sempre per quello in cui crede.

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L’attrice, 40 anni, dal 26 febbraio sul grande schermo, si racconta in un intervista a Grazia, nel numero in edicola questa settimana, concedendo la sua immagine per la copertina.

È la protagonista, accanto a Rocco Papaleo e Max Tortora, dell’ultima commedia dolceamara del regista Carlo Verdone, “Si vive una volta sola”, un titolo che è diventato un mantra della sua esistenza.

Sono una donna che si è analizzata molto con la psicoterapia – dice – Ho sofferto di attacchi di panico, ma in passato facevo prevalere la mia parte emotiva, mi angosciavo. Era difficile affrontare anche la vita professionale, fatta di attese, risposte ai provini. Poi ho imparato a vivere ‘qui e ora’”, confida l’attrice. E a proposito di come sia stato girare un film con un maestro della commedia come Verdone dichiara “è la realizzazione di un sogno: è un regista che ha portato molta fortuna alle sue attrici, gli piace farle brillare”.

La star racconta anche dell’organizzazione benefica Every Child is my Child, a cui ha dato vita per aiutare i bambini siriani che vivono in un campo profughi della Turchia. “Con alcuni amici del mondo dello spettacolo volevamo sensibilizzare la gente, poi abbiamo capito che avevamo una bomba in mano. Perché non farla scoppiare? Da tre anni sosteniamo una scuola, prima aveva 20 studenti, ora 80. E aggiunge “sono convinta che ognuno di noi possa fare la differenza e mi dà fastidio chi pensa che non serva a niente impegnarsi, perché poi le cose non cambiano”.