L’attrice Anna May Wong si fa doodle. Era la “donna meglio vestita nel Mondo”

Anna May Wong è la protagonista del doodle di Google del 22 gennaio. Ma chi è questa bellissima donna?

E’ stata la prima star del cinema sino-americana e la prima asiatico-americana a diventare una celebrità internazionale. Il suo vero nome era Wong Liu Tsong, nata nel 1905 a Los Angeles, nel quartiere di Chinatown, da genitori di origini cinesi.

La sua passione per la recitazione la porta a lavorare per il cinema muto per poi passare a quello sonoro in pellicole che hanno avuto un grande successo e l’hanno resa immortale come Shangai Express, Il ladro di Bagdad, Fior di loto e La figlia di Fu Manchu.

Oltre al cinema, seguì anche la strada del teatro, televisione e radio, senza che la discriminazione razziale di quel periodo riuscisse a fermarla, tanto che Hollywood la vide come una novità assoluta da non lasciarsi sfuggire. Benché abbia ricevuto ruoli secondari, per la sua bellezza ottenne sempre una parte e non venne mai scartata solo per la sua etnia. Negli Anni Trenta si trasferì Europa dove riuscì a imporsi ottenendo parti da protagonista e diventando un’icona di stile. Non a caso al suo ritorno negli Stati Uniti, nel 1932, recitò con Marlene Dietrich in Shanghai Express cosa che ne fece un simbolo della moda, tanto da essere nominata “donna meglio vestita del mondo” dalla Mayfair Mannequin Society di New York.

Si allontanò dalle scene durante la Seconda guerra mondiale per dedicarsi allo studio. Quando tornò sulle scene, dopo il conflitto, si ritagliò alcuni piccoli ruoli e scomparve il 2 febbraio del 1961 improvvisamente.

Google ha voluto ricordarla con una gallery di disegni in occasione del 97esimo anniversario dall’uscita di “The Toll of the Sea” (Fior di loto), film muto che si ispira alla storia di Madama Butterfly, ambientata in Cina invece che in Giappone del quale Anna May Wong fu protagonista.

Anna May Wong fu un personaggio importante per la storia dell’emancipazione femminile, che ha sfidato i pregiudizio non solo dell’essere donna in un sistema ancora oggi molto maschilista come Hollywood, ma anche di appartenere ad un’etnia straniera nell’America degli anni 20 e 30.