Canzoni che si amano, che stancano… o che non si vogliono più ascoltare…

Quante volte vi è successo di “innamorarvi” di una canzone, di sentirla 24 ore al giorno, e poi di odiarla? E’ capitato a tutti, ma perché perdiamo interesse in un brano che fino a poco tempo prima ci faceva emozionare, sognare e cantare a squarciagola? Una psicologa spagnola ha spiegato che è colpa della sovraesposizione che lo svuota del suo originario significato: “Stimolando in eccesso i centri del piacere, lo stimolo perde il suo potenziale evocativo”.

Tutto questo però succede se a quella canzone non viene associato un ricordo. Pensate infatti alla canzone del vostro primo amore, di una vacanza, di una serata particolare, di un momento felice. Tutte le volte che la ascolterete, avrete una sensazione di benessere, il cuore si riempirà di gioia, la testa tornerà indietro nel tempo, a quel momento tanto importante, e no, non vi stancherà mai. Al contrario si tende invece a non voler più ascoltare canzoni associate a brutti ricordi, a momenti difficili o alla fine di una storia d’amore.

In generale comunque, ascoltare le canzoni che ci piacciono, ci fa sentire “innamorati”. Uno studio canadese ha studiato come la musica agisce sul nostro cervello. Il merito di questo “piacere” andrebbe alla dopamina che produrrebbe i cosiddetti “brividi”, che portano ad un cambiamento nella frequenza cardiaca, oltre che nella respirazione e nella stessa temperatura corporea, proprio come quando si è innamorati. In effetti, a chi non vengono i “brividi” quando si ascolta la musica del cuore?