Clima: perché non piantare un albero per ogni italiano?

L’appello a “piantare 60 milioni di alberi, uno per ogni italiano, per combattere la crisi climatica”.
Lo hanno lanciato il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, e altre personalità, a nome delle Comunità Laudato Sì. Denominata “Un albero in più”, l’iniziativa, dicono gli organizzatori “non risolve il problema, ma ci aiuta prendere tempo nell’attesa di cambiare stili di vita”.

La sfida, rivolta a “ogni cittadino di buona volontà, a ogni organizzazione di qualunque natura e orientamento, a ogni azienda pubblica o privata, alla straordinaria rete di comuni e regioni d’Italia, al governo nazionale”, ha subito raccolto l’adesione del Wwf.

L`anidride carbonica (CO2) che si accumula nell’atmosfera – spiegano gli organizzatori – è la principale responsabile dell’incremento dell`effetto serra e, quindi, dell’innalzamento della temperatura del pianeta. Cosa possiamo fare per invertire questo andamento? Cambiare, a livello massivo i nostri stili di vita riduce certamente le emissioni di CO2. Vivere secondo criteri di sostenibilità, ridurre sensibilmente i consumi di carne, razionalizzare i trasporti, sviluppare tecnologie che consentano un uso quotidiano e diffuso di energie rinnovabili sono azioni che abbassano le emissioni di CO2 e ci auguriamo che diventino comportamenti sempre più diffusi. Così come continueremo a lavorare perché le politiche governative a ogni latitudine mettano le risorse naturali al centro degli interessi dei Paesi. Ma questi comportamenti presuppongono un cambiamento culturale profondo che, in quanto tale, richiede tempo. Tempo che non abbiamo”.

Nel documento a supporto di “Un albero in più”, tra l’altro, si legge “è urgente affiancare ai processi di graduale conversione ecologica, azioni che portino rapidamente ad un abbassamento dei livelli di CO2. Una di queste è molto semplice ed è alla portata di ognuno di noi. Per questo lanciamo qui un appello a piantare alberi. Milioni, miliardi di alberi. Possiamo farlo oggi, subito: non inciderebbe sui nostri stili di vita, avrebbe costi irrisori rispetto a qualunque altra alternativa e funzionerebbe sicuramente”.