Debiti per il ‘caro estinto’. Oltre 3 mln di funerali pagati a rate

Funerali “low cost”, comprendenti un pacchetto nel quale la voce più particolare è la gratuità per la bara. Le pubblicità sul tema spopolano, perché ormai, visto il sussistere della crisi economica, anche in Italia il funerale diventa un lusso, tant’è che le ditte di pompe funebri corrono ai ripari.

Altra soluzione ad uno dei tanti problemi capaci di togliere il sonno al pari di mutuo, condominio, bollette, dentista … ricorrere alle rate ed indebitarsi anche per i funerali!

Secondo un’indagine realizzata per Facile.it sono stati 3,2 milioni gli italiani che per sostenere i costi di una cerimonia funebre hanno fatto ricorso a un prestito. Fra coloro che hanno partecipato all’indagine, la spesa media per i funerali è stata pari a poco più di 3.180 euro, valore che cambia sensibilmente da Nord a Sud. In particolare, nel Nord Ovest raggiunge anche i 3.422 euro, mentre nel Centro e nel Sud si va decisamente verso il risparmio, con una media di 3026-3066 euro. Tuttavia l’8% degli intervistati ha dichiarato di aver speso oltre 6.000 euro.

Tra quanti hanno dichiarato di avere optato per rate, il 13,1% è riuscito a saldare il conto in un anno, mentre per il 6% ci sono voluti dai due ai cinque anni. La media degli indebitati si trova concentrata soprattutto al Sud.

L’indagine riporta anche dati curiosi, nelle regioni del Centro nel 72% dei casi il rito funebre è stato pagato con risparmi personali, mentre il ricorso al denaro lasciato dal defunto è stato maggiore al Nord Ovest; a chiedere un finanziamento sono state più le donne -l’8,5% contro il 6,5% del campione maschile ed i giovani tra i 18 e i 24 anni (23,4%).

E per il futuro? Quasi 1 su 3 (29,3%), pari a 7,6 milioni di italiani, risponde che pensa di chiedere un prestito per saldare il conto, percentuale più che doppia rispetto a chi, in passato, ha già affrontato questo tipo di spesa. Insomma, spesa irrinunciabile per tutti, evidentemente, ma che pesa come un macigno sui bilanci familiari.

Per parte sua, anche la Chiesa ha modificato, almeno in parte, il rituale funebre. Nel 2016, con un “istruzione della Congregazione vaticana per la Dottrina della fede”, si è aperta la possibilità della cremazione del corpo del defunto, cosa che non era ammessa fino a qualche anno fa. La preferenza è sempre per la sepoltura del corpo. Rimane proibita la dispersione delle ceneri “nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo” e la loro conversione “in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti”. Il riferimento è a quella moda che si era diffusa, tempo fa, di trasformare il caro estinto in un diamante che, come è risaputo, è per sempre.