Depressione? La scienza dimostra che aiuta passeggiare … nei boschi.

Nella nostra società l’ansia e la depressione sono mali sempre più diffusi, anche in forma lieve. Per questo c’è un’urgente necessità di individuare rimedi non solo farmacologici, ma che coinvolgano direttamente lo stile di vita dell’individuo.

In un articolo uscito sulla versione online dell’American Journal of Preventive Medicine, la dottoressa Kristiann Heesch, docente presso Queensland University of Technology, ed i suoi colleghi, sottolineano che la depressione sarà la seconda causa di malattia entro il 2030 nei paesi occidentali. Una persona adulta su dieci negli USA soffre di depressione, secondo il Centers for Disease Control and Prevention. Inoltre le donne hanno il 70% in più di probabilità di essere depresse rispetto agli uomini.
Un rimedio, tuttavia, può esserci. Secondo i ricercatori, infatti, una moderata attività fisica, se svolta con una certa costanza, ha effetti positivi sulla salute fisica ed emotiva delle persone.

A dare manforte alla scienza anche le consuetudini, legate agli usi e costumi dei popoli e, ovviamente, la natura!
In Giappone gli “Shinrin-yoku” (letteralmente “bagni nella foresta”) sono una pratica comune
e consistono in brevi visite nei boschi che permettono di respirare sostanze volatili capaci di migliorare l’intera funzione immunitaria. Una camminata o escursione in un bosco corrisponde ad una pratica naturale di aromaterapia.

Grazie alla presenza di fragranze e profumi, in particolare modo quelli emanati dalle conifere (fitoncidi), comunemente noti come “oli essenziali legnosi”, il rischio di problemi psicosociali legati allo stress risulta essere inferiore negli individui che compiono regolarmente tali immersioni nei boschi come parte integrante del loro stile di vita. Le resine prodotte dalle piante nelle foreste sono principalmente composte da terpeni, molecole lipidiche che ricoprono un ruolo chiave nei rimedi erboristici tradizionali (oltre che ad una varietà di scopi, da aromi per la cucina a profumi di detergenti).

Sono più di 10.000 i terpeni individuati fino ad ora, diversi tra loro in struttura, aroma e funzione. Alcuni esempi sono l’umulone, costituente del luppolo, responsabile del sapore amarognolo della birra; il mentolo, parte integrante di molti dentifrici; la citronella comunemente usata in detersivi liquidi; il geraniolo, presente negli spray anti-zanzare e la lavanda, per tisane serali… Alcuni terpeni dimostrano proprietà anti-depressive e calmanti, con effetti ansiolitici.

Ciò nonostante, le potenzialità dei terpeni non vengono ancora prese con la giusta considerazione dalla maggior parte di psichiatri e psicologi. Eppure, tali sostanze mostrano una grande biodisponibilità. Questo significa che i loro effetti positivi possono essere riscontrati anche a concentrazioni impercettibili nel siero, e che possono quindi essere assorbiti facilmente tanto attraverso la respirazione quando l’ingestione e l’assorbimento cutaneo.