E’ scoppiata la guerra del tiramisù … a dichiararla lo chef Cracco

Ci sono guerre che non si combattono con le armi … ed è assolutamente un bene, ma fanno male lo stesso. Come quella che per protagonista lo chef stellato veneto Carlo Cracco che ha sdoganato un classico della pasticceria … il tiramisù.

La sua affermazione “lo faccio con la panna” ha avuto l’effetto dirompente di un colpo di cannone ed ha generato sgomento e sdegno nei puristi del Veneto (regione alla quale è attribuita l’origine di questo dolce), per i quali è inaccettabile pubblicizzare una ricetta friulana. In molti si sono sentiti traditi … è stato come se Cracco avesse rinnegato le proprie radici!!!

Lo chef si è difeso affermando che nella preparazione del tiramisù vige libertà e che, nella sua pasticceria in Galleria Vittorio Emanuele “si serve come dolce in porzione e se non ci metti la panna si affloscia”. Una scelta, benché contraria alla Bibbia della cucina trevigiana di Bepi Maffioli, il quale nomina con sdegno ogni alterazione, che ha comunque reso felici i 150 commensali che hanno partecipato alla cena stellata in occasione dei 50 anni della Denominazione del Prosecco Superiore in uno dei templi della gastronomia trevigiana, da Gigetto (Bortolin ndr) a Miane, curata proprio da Cracco.

Sempre a proposito del tiramisù, lo chef ha ribadito “lo faccio con la panna perchè la forma, per essere servito in pasticceria, deve essere perfetta. Non basta: ho tagliato la testa al toro e l’ho fatto anche al vapore, tipo soufflè. Baruffe? Ma no, il tiramisù non deve diventare occasione divisiva ma motivo di festa”.

Per decidere chi ha torto e chi ha ragione, non c’è che una cosa da fare … provare più versioni del tirmamisù!!!!