Estate, tempo di windsurf, ma occhio alla tavola!

Si fa presto a dire windsurf! I profani generalizzano, ma a fare la differenza è la tavola.

Contraddistinta da volume espresso in litri, larghezza e lunghezza misurate in piedi e pollici, a seconda delle misure, assicura rese differenti. Il volume corrisponde a galleggiabilità, maggiore volume maggiore galeggiabilità; la larghezza è sinonimo di stabilità e la lunghezza indica la manovrabilità. Le misure utili sono: 1 piede (foot) = 30,58 cm; 1 pollice (inch) = 2,54 cm.

Passiamo allora in rassegna le specialità che necessitano di tavole ad hoc:

Cruising – è il tipo più facile e praticato, un’attività amatoriale adatta a tutti. Consiste nel pagaiare piacevolmente lungo la costa. Si utilizza una tavola lunga e abbastanza larga, perché deve essere molto stabile,
dagli 11 piedi in su.

Racing – si compone di diverse specialità e prevede gare di durata e velocità, con prove di resistenza che si sviluppano su percorsi che hanno distanze diverse (sprint, beach e long race). Le tavole più indicate per
il Racing sono da 12,6 piedi di lunghezza.

Waveriding – è la disciplina da onda praticata con tavole più piccole e meno voluminose, per poter surfare con maggiore velocità e agilità. Le tavole che vengono utilizzate somigliano più a quelle del surf e si scelgono in
funzione delle onde: più queste sono grandi più loro devono essere piccole.

River – è la variante per chi ama fiumi e torrenti e vuole cimentarsi fra le rapide. Bisogna indossare le opportune protezioni (soprattutto il casco) e usare tavole gonfiabili o in materiali più resistenti agli urti.