Fabrizio Corona può lavorare, utilizzando i social e rilasciando interviste

Fabrizio Corona può “svolgere la propria attività lavorativa” e anche “utilizzare i social network”. Gli è possibile perfino “rilasciare interviste”, ma senza “riferimento diretto all’andamento” del suo percorso di riabilitazione e recupero all’interno della comunità “Umberto Fazzone” di Limbiate, in provincia di Monza, dove gli sta svolgendo l’affidamento in prova come misura alternativa al carcere.

Lo ha stabilito il Tribunale di Sorveglianza di Milano, decidendo di “alleggerire” le prescrizioni a cui l’ex re re dei paparazzi dovrà attenersi durante il periodo di affidamento terapeutico ai servizi sociali.

Nel provvedimento, il giudice milanese sottolinea che “l’elemento pubblicitario e mediatico è un elemento essenziale della peculiare attività” di Corona. Da qui la sua decisione di concedere prescrizioni più “morbide” all’ex fotografo. Nel corso dei mesi le prescrizioni erano state allargate dal magistrato, fino a ieri quando, con un nuovo provvedimento, è stato deciso di “dover contemperare – si legge nell’atto – le esigenze del corretto svolgimento della misura alternativa con le particolari esigenze lavorative” di Corona, che ora potrà rimanere fuori casa dalle 7 alle 23.30, allungando i tempi prima indicati, che potrà muoversi in tutta la Lombardia e non solo entro la provincia di Milano. Per il permesso ad ampliare ulteriormente queste prescrizioni, come andare per lavoro fuori dalla Lombardia, ci vorranno autorizzazione specifiche da parte del giudice.

Sul suo profilo Instagram, Corona si è immortalato sotto la doccia con la frase a commento “Purificati e rinasci … da oggi libertà di parola”.