Le fake news corrono sul web. Stop alle “Catene di Sant’Antonio”

Continuano a circolare le “Catene di Sant’Antonio” divulgate attraverso falsi messaggi che ci persuadono a condividerle. In realtà, ammoniscono gli esperti, sono del tutto campate in aria perché non corrispondono mai a fatti reali e servono solo a diffondere false informazioni anche a distanza di molto tempo dalla loro originaria pubblicazione.

Anche la Polizia Postale ha pubblicato uno screenshot e un post sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” con il quale ha ricordato “Una “catena di S. Antonio” ideata circa un anno fa che ancora imperversa sulla rete. Riflettiamo su ciò che inoltriamo agli altri utenti”.

Una “catena di S. Antonio” ideata circa un anno fa che ancora imperversa sulla rete. Riflettiamo su ciò che inoltriamo agli altri utenti. #essercisempre

Posted by Commissariato di PS Online – Italia on Thursday, 16 May 2019

E’ recente l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che sospende alcuni siti che vendevano prodotti secondo il meccanismo di buy and share, nel quale i consumatori sono invitati ad acquistare i prodotti ad un prezzo particolarmente scontato ma poi, per ricevere effettivamente il bene prescelto, devono impegnarsi affinché altri consumatori, almeno 2/3, effettuino un analogo acquisto, aderendo ad una specifica lista. Un altro caso di “Catene di Sant’Antonio”.

Le indagini effettuate dall’Autorità (con la collaborazione del Nucleo Antitrust della Guardia di Finanza), hanno evidenziato che gli operatori in questione utilizzano la prima fase di promozione per acquisire notorietà tra i consumatori ed effettivamente, i prodotti vengono consegnati regolarmente. Ma solo dopo, non appena si fa consistente il numero dei soggetti che aderisce versando l’importo iniziale, lo scorrimento della lista rallenta progressivamente fino ad arrestarsi. A questo punto, viene impedito ai consumatori di uscire dal sistema e di essere rimborsati di quanto originariamente versato. Persino le richieste di recesso cadono nel nulla.

L’Autorità ha ritenuto che tali sistemi di vendita siano in grado di attrarre un numero sempre crescente di acquisti (in realtà sarebbe meglio parlare di “prenotazioni”) e possano funzionare solo in caso di una loro continua e rapida espansione. Ma trattandosi di condizioni del tutto particolari e aleatorie si tratta di vendite gravemente scorrette, in grado di ingannare un numero crescente di consumatori e condizionare indebitamente coloro che vi hanno aderito.

Tali evidenze hanno giustificato l’intervento cautelare dell’Antitrust. In pratica è stato ordinato agli operatori di sospendere ogni attività su internet finalizzata alla vendita di prodotti presentati come disponibili ma che in realtà non risultano pronti per la consegna.