L’italiano è la lingua più attraente al mondo

“Sì, caro signore, per me non c’è dubbio che gli angeli del cielo parlino italiano. Impossibile d’immaginare che queste belle creature si servano di una lingua meno musicale”. Lo ha scritto il professore di linguistica romanza Harro Stammerjohann nel suo ultimo libro dal titolo, appunto, “La lingua degli angeli”. La sua non è una voce isolata, ma c’è un sondaggio autorevole a dargli manforte.

La piattaforma online per l’apprendimento delle lingue Babbel ha cercato di testare i gusti degli utenti in fatto di idiomi; dall’indagine – supportata da 14mila pareri – è emerso che l’italiano esercita più attrattiva di tutte le lingue parlate, oltre ad essere la quarta più studiata al mondo .Ne subiscono il fascino soprattutto i francesi, di cui un 27,1% si è detto capace di capitolare per un madre lingua del Bel Paese anche e solo per la sua favella, ed un 44,8% di loro ritiene che non vi sia al mondo lingua più erotica.

Neppure gli spagnoli disdegnano il nostro idioma: a dirsene sedotto è il 24,9%. Nella lista vi sarebbero anche svedesi e inglesi.

Alla fine, non è sorprendente più di tanto, l’italiano ha raccontato da sempre l’amore più sublime, grazie all’apporto di opere letterarie e di personaggi eterni, come Dante, Petrarca e Manzoni. Anche William Shakespeare ha contribuito ad accrescere la poesia collaterale alla nostra lingua, collocando, due tra gli innamorati più famosi di tutti i tempi quali Romeo e Giulietta, in una Verona cinquecentesca.

A conferire charme alla parlata non è tanto il genio dei grandi autori del passato, quanto la metrica che rende la lingua adatta ad affrescare le passioni umane; dalle più iraconde e colleriche alle più suadenti.

La domanda che sorge spontanea allora è un’altra: perché sentiamo il bisogno irrefrenabile di contaminare una lingua così bella con inglesismi, francesismi e via dicendo?