Si chiama “wrapping” ed è la pellicola che rifà il look all’auto

Uno dei primi appassionati di wrapping è stato Lapo Elkann, che ha rivestito la sua Fiat 500 Abarth con una raffinata livrea “pied de poule”. … E non solo, possiede anche una Jeep e una Ferrari camouflage. Da quanto si sa, contagiati dalla stessa passione, ci sono poi Brad Pitt, fino a Mario Balotelli.

Il wrapping, ovvero l’utilizzo di pellicole in vinile per “incartare” anziché verniciare le auto è un trend in ascesa. Dagli Stati Uniti alla Russia, con l’Italia al terzo posto in Europa, dietro a
Germania e Gran Bretagna.

Ad utilizzare per prime queste pellicole che si adattano perfettamente alla carrozzeria furono le aziende automobilistiche che volevano camuffare i prototipi che uscivano in prova dalle fabbriche; ma c’è anche la scuola di pensiero che ne riconduce l’origine ai tassisti tedeschi, obbligati per legge, negli anni Settanta, ad adottare per i loro mezzi un beige standard. In seguito la moda dilagò tra gli appassionati di tuning, disposti a tutto pur di avere un’auto personalizzata.

Oltre a soddisfare l’estetica, i wrap servono anche a proteggere la carrozzeria da piccoli graffi e dalle intemperie. Possono essere usate per mettere e togliere scritte di sponsor. Si può addirittura decidere di cambiare colore al tetto della vettura, oppure al cofano. Ma sono tanti quelli che vogliono la proprio auto di un colore completamente diverso. Secondo Fulvio Rohrer, Sales & Marketing Manager di 3M Graphics, l’azienda americana leader mondiale nel settore delle pellicole “negli ultimi cinque anni questo tipo di mercato è stato costantemente in crescita del 25% ogni dodici mesi. Solo in Italia si consumano in un anno 15 milioni di metri quadri di
pellicola”.

Ma quanta pellicola serve per cambiare look all’auto? Per un intervento completo su un’utilitaria ci vogliono circa 15 metri quadri, che diventano 20 per una vettura media e 23 metri per una supercar che generalmente comporta molto più spreco di materiale per le linee e le curvature più complesse.

E il costo? Si parte da un minimo di 1200/1300 euro e si arriva fino a 2500. Non poco, ma nemmeno molto se si pensa ai costi di una verniciatura. Il vantaggio, poi è che il wrap può essere tolto in poche ore con una
spesa di trecento euro. E la vernice sotto rimane protetta per tutto il periodo. L’aumento della domanda, infine, ha fatto nascere decine di officine specializzate; benché quelle certificate non siano ancora moltissime.

Ed il futuro? Visto che la creatività italica appartiene alla storia, oltre alle auto, il wrapping può interessare gli scafi delle barche. Il business è in crescita, con il nostro Paese al primo posto in Europa.