Siamo schiavi della comodità? Parliamone su Radio Subasio

Molte cose possono mancarci, ma non le comodità …. Sono passati i tempi in cui qualunque cosa poteva essere guardava solo da lontano, ora è facile avere tutto … Per il New York Times, ormai la comodità ha smesso di essere un extra ed è diventata la forza più potente che guida le nostre decisioni.

Ma qual è il prezzo della comodità? Giulio Verne scriveva “Meno comodità si hanno e meno bisogni si hanno, e più si è felici”. E’ davvero così? Le comodità sono ormai parte integrante della nostra vita da non chiederci se soddisfare quel bisogno ci renderà davvero più felici?

Ne stiamo parlando a Radio Subasio … Vi va di condividere esperienze?

Secondo il giurista Tim Wu, ormai, abbiamo smesso di cercare un buon ristorante (i piatti preferiti ci arrivano a casa), una via sconosciuta (ci guida il navigatore), un nuovo album (su YouTube appare la colonna Up next che ci mostra i video che il sistema sceglie per noi), di andare al cinema (ci sono le piattaforme streaming). Anche lo shopping online è ora più che comodo: ma che ore e ore a navigare alla scelta dell’oggetto giusto, ora si va a colpo sicuro con le proposte dell’algoritmo sulla base degli acquisti più recenti.

Ma tutto questo è un bene o un male? Ilenya Camozzi, professore associato presso il Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’Università di Milano Bicocca evidenzia che “ci si affida alla comodità hi-tech per mancanza di tempo e per non sentirsi diversi, esclusi da un modo di consumo nuovo, giovane. ‘Lo fanno tutti, perché io devo essere da meno?’, si pensa”.
Eppure, secondo Tim Wu, non va dato per scontato che la comodità sia sempre una cosa buona. Promettendo di spianare gli ostacoli, la comodità minaccia di cancellare le sfide e gli sforzi personali che contribuiscono a dare senso all’esistenza”.

… Se sono le comodità la sola discriminante per le nostre scelte, diventiamo suoi schiavi e perdiamo l’occasione di mettere in gioco la nostra individualità? … Parliamone …