Terremoto Italia Centrale: un anno dopo nelle Marche

“Ad oggi abbiamo tutti gli strumenti per la ricostruzione, risorse economiche e norme operative ed è un fatto eccezionale in tempi così stretti avere le risorse necessarie. Un fatto non scontato alla luce di passate crisi sismiche”. Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, nel corso di una conferenza stampa, ha fatto il punto della situazione ad un anno dalla prima scossa che registrò anche la perdita di vite umane ad Arquata del Tronto.

“Un anno di duro impegno da parte delle istituzioni regionali – ha detto – per rispondere a una parte di cittadini che si sono trovati per una serie inusitata di scosse, tra cui la terza più potente della storia sismica del nostro Paese, senza abitazione e senza attività lavorativa…. La collaborazione fra Enti locali e Istituzioni regionali deve continuare in misura maggiore proprio ora, coinvolgendo anche le Province nel processo di ricostruzione per un coordinamento territoriale.
Abbiamo 78 cantieri aperti – ha aggiunto – per riportare le persone nei borghi con la consegna delle casette che saranno assegnate tutte entro la fine dell’anno e già domani ne consegneremo un altro lotto a Fiastra. Una macchina operativa a pieno regime anche quella delle macerie: 125 mila tonnellate già rimosse, l’80% di quelle pubbliche. Solo per fare un paragone, con il terremoto dell’Aquila, a distanza di un anno furono rimosse 50 mila tonnellate. Un lavoro importante quindi non solo in quantità ma anche in qualità ambientale e sociale, con la separazione dei materiali pericolosi come l’amianto e anche con la restituzione alle famiglie dei beni personali ritrovati, fino alle fotografie”.

A proposito dell’agricoltura, il Governatore ha detto che “è stato un anno ancora più orribile, gli agricoltori e gli allevatori marchigiani colpiti dal terremoto, poi la neve e ancora oggi la siccità. Il 90% delle stalle sono state realizzate e moltissimi allevatori hanno deciso, dopo una scelta di realizzazione autonoma, di ritornare alla realizzazione attraverso le procedure regionali. Un altro fatto da segnalare come fondamentale per dare risposte concrete anche a chi continua a cavalcare l’onda della protesta sono gli investimenti fatti: in un anno solo per le Marche sono stati stanziati più di 1 miliardo di euro tra Piano Scuole e delle strutture sanitarie, rilancio turistico del territorio e delle imprese, dissesto idrogeologico agricoltura, ripristino delle strade , sanità, beni culturali e promozione.

Il Governo quindi non solo ha emanato norme fondamentali ( che per la prima volta riguardano anche le seconde case,) ma ha stanziato fondi importantissimi per la ripartenza e su cui contare. Non solo per fronteggiare l’emergenza e l’immediato ma che comporta una visione più profonda che guarda al futuro, alla ricostruzione anche di un‘economia che funzioni e alla costruzione di condizioni che permettano ai cittadini di tornare a vivere nei loro territori di origine. Nella fase della ricostruzione ci sarà, come il governo si è impegnato, un ruolo ancora più decisivo delle Regioni e degli enti territoriali. Dobbiamo ragionare in termini di prospettiva – ha concluso – e disponiamo di tutto ciò che serve per guardare avanti con fiducia. “