Un mega vocabolario itinerante per salvare le parole dimenticate

Usare la parola “più giusta” non dovrebbe essere un vezzo ma la normalità. Sì, perché un lessico ricco non identifica una persona snob, ma amplifica la capacità di farsi comprendere con tutti gli strumenti disponibili, a vantaggio della personalità.

Le parole, d’altra parte, sono un patrimonio da tutelare e tramandare, specialmente quelle parole sottoutilizzate che rischiano di diventare desuete.

Per questo, la Zanichelli ha ideato e presentato il progetto itinerante #paroledasalvare. Sono 3.126 le parole che nell’edizione 2020 del famoso vocabolario della lingua italiana saranno accompagnate da un fiorellino, simbolo grafico che le identifica come ‘Parole da salvare’: termini della lingua comune sempre meno presenti nell’uso scritto, orale e nei mezzi di informazione. Qualche esempio? nababbo, utopia, filibustiere, ed ancora, intrepido, tiritera, bizzarro, quatto ….

L’iniziativa – che ha debuttato a Milano – è stata accolta da molteplici consensi; tra le riflessioni a favore quella secondo cui l’impoverimento del lessico comporta spesso un impoverimento del pensiero, del ragionamento e della capacità di comunicare, quindi di essere in relazione con l’altro.

Per rendere impattante lo spirito della campagna, la casa editrice ha realizzato un esemplare del dizionario in versione maxi da posizionare nelle città italiane aderenti, le cui piazze ospitano la cosiddetta #AreaZ: una zona a lessico illimitato dove scegliere una parola e prendersene cura.

L’utente ha la possibilità di utilizzare il monitor touchscreen, posto sulla quarta di copertina della grande installazione-vocabolario, sul quale scorrono a rotazione 5 delle parole da salvare, così da sceglierne una e successivamente postarla, con il suo significato, sui propri canali Facebook e Instagram. Per i “no social” sono state predisposte cartoline vere e proprie, da affrancare e spedire.

Al momento il mega-vocabolario si trova a Torino (fino al 4 ottobre), seguiranno Bologna (5 – 11 ottobre), Firenze (12 – 19 ottobre), Bari (21 – 26 ottobre), Palermo (28 ottobre – 2 novembre).

Parola d’ordine, allora, salvare le parole, soprattutto le più trascurate a favore di sinonimi più comuni e intuitivi, ma più generici e meno ricchi di sfumature espressive.