Arte: Jeff Koons assume robot al posto degli assistenti

I robot sostituiranno sempre più gli esseri umani … anche nell’arte.
Da questo assunto è partito Jeff Koons, una delle firme piu’ pagate del mercato dell’arte, quando ha deciso di preferirli ai suoi assistenti.

L’ex marito dell’ex pornostar e ex parlamentare radicale Ilona Staller negli ultimi anni aveva messo in piedi un’azienda con più di cento pittori e scultori, eppure, e la notizia è recentissima, ha ridotto drasticamente ad una ventina la forza lavoro di cui disponeva. Il motivo? ufficialmente il cambio di sede dell’atelier, da Chelsea – dove ha lavorato per oltre vent’anni in spazi amplissimi – agli Hudson Yards, la nuova mecca dell’arte di New York all’estremo nord dell’High Line, in locali considerevolmente più piccoli. L’artista, comunque aveva già pensato ai robot. Nella sua sede high tech per il taglio della pietra aperta di recente a Morrisville, in Pennsylvania, gli assistenti sono affiancati da due robot e 12 macchine computerizzate per il taglio del materiale.

Le riflessioni conseguenti a tali decisioni sono comunque molteplici e riconducono all’annoso timore che in un futuro non troppo lontano i robot possano sostituire in tutto e per tutto gli uomini, anche in professioni dove diventa fondamentale la sensibilità. E’ vero, tuttavia, che l’approccio del mercato all’arte prodotta da intelligenza artificiale stia cambiando. Da Christie’s qualche mese fa un “ritratto” realizzato da un algoritmo e’ stato battuto per quasi mezzo milione di dollari.

Anche l’Italia non sta a guardare. All’Università di Trieste, un team di ricercatori (Paolo Gallina, Lorenzo Scalera e Stefano Seriani), stanno implementando il primo robot al mondo in grado di realizzare dipinti con la tecnica dell’acquerello abbinata al guazzetto. Buskerobot, questo il suo nome, ha anche partecipato a una competizione internazionale negli Stati Uniti,