Biciclette che passione … e l’antifurto diventa social

Alla passione, sempre più forte, per la bicicletta, si aggiungono spesso dati allarmanti: solo in Italia ogni anno vengono rubate 320 mila biciclette — praticamente mille ogni giorno — per un controvalore, stimato al difetto dalla Federazione italiana ambiente e bicicletta (la Fiab), di circa 100 milioni di euro.

Finora, non sembra esserci antifurto che tenga.

Un mercato estremamente dinamico, quello delle due ruote — 1,5 milioni i modelli venduti nel 2018 secondo Confindustria Ancma — a cui due ingegneri, da vent’anni attivi nel campo della progettazione hardware e software, si sono affacciati con una proposta per la quale hanno fatto ricorso al crowdfunding.

“L’obiettivo — spiegano i due, entrambi bolognesi ed entrambi cicloamatori — è quello di raccogliere un primo finanziamento che renda possibile la messa in produzione del dispositivo nonché la costruzione della rete”. BiCiclope, così si chiama il sistema antifurto, non è un catenaccio nel senso tradizionale del termine. L’idea è quella di sfruttare le potenzialità e le logiche di funzionamento dei social network per creare zone di sicurezza virtuali. “Tramite un dispositivo nascosto e installabile su qualunque bicicletta e un’applicazione per smartphone in grado di segnalare il furto e di avvisare automaticamente tramite il cloud – spiega uno degli inventori – tutti i membri della community che si trovino in prossimità della bicicletta rubata, BiCiclope si propone di creare una rete di contrasto ai furti sul territorio”.

L’invenzione, dalla vocazione sociale e anche etica, è stata premiata nel 2018 dal bando per start up della Regione Emilia-Romagna. Il ricorso al crowdfunding è stato un passaggio quasi obbligato, in quanto l’invenzione fa riferimento al mercato degli antifurti tecnologici per biciclette, che di fatto è ancora inesistente in Italia. Sono pochi, infatti, e comunque costosi, i dispositivi che sfruttano moduli Gps per la localizzazione e Sim dati 3G-Gprs per comunicare i dati in circolazione e ancora meno i lucchetti elettronici intelligenti controllati tramite app e pensati per un utilizzo personale.

Chissà se la campagna di finanziamento ‘dal basso’ ha avuto successo?