Francesca Barra e Claudio Santamaria, il nostro bimbo non nascerà

Io e Claudio stiamo vivendo uno dei momenti più dolorosi della nostra vita. Sappiamo che tanti di voi hanno fatto il tifo per noi, il nostro amore, il nostro bambino e per questo vi ringraziamo con parole sincere che provo a condividere per quel “prima o poi si scoprirà” che doveva arrivare, ed è più giusto che arrivi da noi”.

E’ quanto Francesca Barra, giornalista e scrittrice, moglie dell’attore Claudio Santamaria ha pubblicato sul suo profilo Instagram, per annunciare che il loro bimbo non nascerà. A commento del lungo post, un’immagine completamente nera.

https://www.instagram.com/p/Bx7wAtji55Q/

Il nostro bimbo, tanto cercato, tanto voluto, che finalmente era dentro di me contagiandoci con gioie e progetti e con cui poi abbiamo lottato aggrappandoci alla più piccola e improbabile speranza, ha interrotto il suo cammino prematuramente lasciando un vuoto che non riusciamo a riempire con nulla – si legge ancora – La mia pancia sembra ancora essere il luogo più sicuro per proteggerlo. Eppure lui non c’è più. 
Ho spesso creduto e condiviso con voi la sfrontata certezza che l’amore salvasse, bastasse, rendesse invulnerabili ed eroici. Che la mia forza, l’essere disposti a tutto, la forza di una madre, potesse perfino smentire la scienza e trasformarsi nel miracolo”.


Oggi scopro di essere fragile, di non avere armi, di non essere stata in grado di produrre quel miracolo, di essere piccola, di non avere spiegazioni sagge perché non sempre ciò che sai, sei e senti è sufficiente per salvare chi amavi già con tutta te stessa – scrive ancora Francesca -
 Scopro che non posso compensare una perdita con altre fortune ricevute precedentemente, perché ogni progetto è un progetto unico e apporta un senso nella vita che non può essere sostituito con nessun sollievo. 
E per questo , proprio per questo, ci sarà bisogno di molto tempo e di un rispettoso silenzio. Non per cancellare, ma per lasciare che questo pezzo di vita reciso e questo dolore, trovi il giusto posto nel nostro cuore e si posi, e riposi, senza l’ossessione dei milioni di perché che per ora ci inseguono pur sapendo che non otterranno mai la risposta che il nostro cuore meriterebbe.

Nonostante l’incancellabile dolore, tuttavia, un po’ di conforto sembra arrivare dalla vicinanza umana. “il calore dei familiari, degli amici discreti, degli sconosciuti che però sono stati coinvolti in tante gioie – e tante fatiche- non è mai scontato o dovuto. E lo useremo – si legge in un altro passaggio – come unguento in queste ore in cui stiamo facendo i conti con una perdita dolorosissima”.