Gli italiani e le invenzioni che hanno cambiato la storia

Che gli italiani siano un popolo di santi, poeti e navigatori è cosa nota. Gli italiani sono anche creativi inventori e lo testimoniano le invenzioni capaci di cambiare il corso della storia.

“In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù”. Questa battuta di Orson Welles è provocatoria, ma contiene un fondo di verità: l’ingegno italiano in numerosi campi dell’arte, della scienza, e della cultura i nostri connazionali hanno lasciato un marchio indelebile nel corso della storia.

Ecco alcune delle invenzioni italiane che hanno cambiato il mondo. Alcune, perché dal Moplen agli occhiali, dalle autostrade alle banche, ne potevano essere inserite molte di più.

Radio – Era il 1894 quando Guglielmo Marconi riuscì, premendo un trasmettitore a distanza, a far squillare un campanello: il primo passo verso l’invenzione della radio. Brevettato nel 1896, era inizialmente un sistema destinato solo alla telegrafia senza fili: la prima vera radio vedrà la luce nel giro di pochi anni. Grazie alla sua invenzione il bolognese ottenne anche il Premio Nobel per la fisica nel 1909.

Telefono – Per decenni i dibattiti sull’effettiva paternità del telefono hanno infiammato gli animi: ci ha pensato la Corte Suprema statunitense nel 2002 ad attribuire ufficialmente la sua invenzione ad Antonio Meucci. Il fiorentino nel 1871 depositò un brevetto temporaneo per il telettrofono, pioniere dei telefoni che oggi conosciamo, ma non potendolo rinnovare Alexander Graham Bell fu erroneamente accreditato come inventore.

Moka – Per ogni vero italiano il caffè è parte integrante del rituale mattutino, e se non si beve al bar lo si prepara in casa con una moka. Quest’ultima è un’invenzione del bolognese Alfonso Bialetti risalente al 1933. Un’idea rivoluzionaria che portò finalmente il caffè nelle case degli italiani, ma conosciuta anche in tutto il mondo e addirittura esposta al MoMA di New York.

Pila elettrica – Il pioniere dell’invenzione della pila elettrica, oggi presente in una miriade di dispositivi elettronici, fu il comasco Alessandro Volta, che nel 1799 costruì il primo generatore statico di elettricità mai realizzato. L’apparecchio passò alla storia come Pila di Volta, e per la sua invenzione l’italiano fu insignito anche di una medaglia d’oro da parte di Napoleone Bonaparte.

Pianoforte – Se fino al 1688 lo strumento a tastiera per eccellenza era il clavicembalo, nel Settecento il pianoforte si fece largo pian piano come protagonista della scena musicale europea. Merito dell’artigiano padovano Bartolomeo Cristofori, che alla corte dei Medici a Firenze mise a punto il primo prototipo di “gravicembalo con il piano e il forte”, in seguito rinominato “fortepiano”.

La Vespa – Un altro simbolo di italianità nel mondo è lo scooter, un mezzo che dal nostro paese ha conquistato un po’ tutto il mondo, dalla Gran Bretagna al Sud America. Il primo, storico modello di scooter è stata la mitica Vespa, lanciata nel 1946 dalla Piaggio e progettata dall’ingegnere abruzzese Corradino D’Ascanio. Uno dei prodotti di design italiano più famosi nel mondo, anch’esso esposto al MoMA di New York.

Elicottero – Oltre a progettare la Vespa, Corradino D’Ascanio fu anche un pioniere dell’aviazione, nonché creatore del primo modello funzionante di elicottero. Fin dai tempi di Leonardo da Vinci progetti e prototipi simili avevano affascinato gli inventori: ma fu D’Ascanio con il suo modello D’AT3 nel 1930 a far volare il primo elicottero, per un tempo di 8 minuti e 45 secondi.

Jeans – È impossibile identificare un unico inventore dei blue-jeans, ma è certo che questo particolare tessuto veniva prodotto a Genova fin da almeno il XV secolo. Furono poi i marinai genovesi a diffondere i pantaloni in Inghilterra e nel resto del mondo: il termine inglese blue-jeans deriva infatti dal francese “bleu de Gênes”, ovvero “blu di Genova”.

Fiat 500 – Non è stata la prima auto né la prima utilitaria della storia, ma la Fiat 500 che ha invaso le strade italiane a partire dal 1957 ha fatto comunque la storia. L’auto progettata dal romano Dante Giacosa è stata il simbolo del boom economico nell’Italia del dopoguerra, è stata la prima automobile per milioni di italiani, e rimane ancora oggi un emblema indimenticabile di quei fantastici tempi andati.