Hans Christian Gram scoprì i segreti dei batteri. Google lo celebra

Un doodle per celebrare la nascita di Hans Joachim Christian Gram, medico, patologo e farmacologo danese nato il 13 settembre 1853 e morto il 14 novembre 1938.

Google ha voluto omaggiare lo scienziato che mise a punto il famoso sistema della “colorazione di Gram”, utile a classificare i batteri. Aveva approntato il suo metodo nella consapevolezza che “finora è molto difettoso e imperfetto; ma si spera che anche nelle mani di altri investigatori si rivelerà utile”. Una modestia forse esagerata ma comune a molte altre menti geniali che hanno poi messo la propria firma indelebile sulla storia dell’uomo.

Il doodle è stato salutato dagli osservatori come uno dei più riusciti: al posto della prima “G”, c’è Gram intento a provare il metodo del colore; quindi le due “o” diventano i suoi occhiali sopra i baffi immancabili per il tempo. La seconda “g” è invece un microscopio storico, infine la “e” si compone con i batteri colorati.

Il microbiologo nel 1884, a Berlino, per la prima volta diede un senso al colore assunto dai batteri durante l’analisi di tessuti di ammalati. L’intuizione si presentò mentre esaminava il tessuto polmonare di pazienti deceduti per polmonite. In alcune specie di batteri, che prenderanno il nome di “gram-positivi” o “gram-resistenti” – tra cui stafilococchi, streptococchi -, il colorante si fissava stabilmente nonostante una successiva immersione in alcool. In altre specie batteriche, dette “gram-negative” – tra cui Eberthella, Salmonella, Proteus – il colorante non attecchiva. Gram scoprì che il diverso comportamento dei batteri dipendeva dalla diversa natura della parete batterica (più permeabile nei batteri gram-positivi), dalla quale dipendeva anche la loro sensibilità ai farmaci. Per esempio, i batteri gram-negativi hanno una resistenza maggiore agli antibiotici. La tecnica di Gram viene ancora utilizzata per classificare i batteri e valutare quale tipo di antibiotico utilizzare nelle cure.