Luciano Pavarotti: Nicoletta Mantovani, Ron Howard ha riunito la famiglia

Il documentario di Ron Howard su Luciano Pavarotti è stato anche un modo per riunire la famiglia del grande tenore modenese, a 12 anni dalla scomparsa.
Lo ha detto, in una intervista rilasciata all’agenzia Askanews, la seconda moglie Nicoletta Mantovani, che al regista ha affidato tutto l’archivio della Fondazione Pavarotti per realizzare il documentario “Pavarotti” in arrivo nelle sale italiane solo per tre giorni: il 28 29 e 30 ottobre.

Il progetto, ha raccontato il regista ospite della Festa del Cinema di Roma, nasce dalla grande ammirazione per la figura di Luciano Pavarotti, divo sul palco ma perfettamente antidivo nella vita. Secondo lo sceneggiatore, Mark Monroe la grandezza della voce del tenore è frutto della vulnerabilità e fragilità umana. “Ho visto il film come un’opportunità per esplorare la vita di Pavarotti attraverso del materiale video inedito e interviste confidenziali sia con lui, che con i suoi amici e i familiari più vicini…… ha spiegato Howard – ma ho anche capito che uno degli obiettivi più ambiziosi di Pavarotti era quello di ampliare la portata della sua arte, per fare innamorare dell’opera il maggior numero di persone possibile……”.

Conquistati dall’idea, ha ribadito Nicoletta Mantovani “abbiamo dato tutto a Ron Howard affidandoci alla sua maestria; lui ha fatto la selezione di tutto e ha selezionato le cose più importanti e che più rendevano tributo a Luciano. A livello personale, la cosa che mi ha emozionato di più è stato il momento in cui tiene nostra figlia Alice in una mano cantandole una ninna nanna. In quel gesto trovo l’amore immenso di un padre”. “I ricordi che Alice ha del padre sono pochi – ha aggiunto – si ricorda di quando dipingevano insieme, perché Luciano amava moltissimo dipingere, pasticciavano sempre con i colori; e poi guardavano insieme i cartoni animati, specialmente Nemo, perché Alice era una grandissima fan dell’acqua”.

“Nel momento del lutto la mancanza fu talmente grande che era impossibile avere un momento di unione; ognuno faceva i conti con questa grande mancanza. Dopo, nel pensiero di quello che avrebbe voluto Luciano, abbiamo lavorato tutti e Ron Howard fra tanti meriti ha avuto anche questo, unirci in un progetto. Con le ragazze abbiamo lavorato assieme, e poi io e Cristina abbiamo una figlia della stessa età. Le nascite uniscono, e loro sono il nostro futuro” ha riconosciuto la vedova di Pavarotti.

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sono passati 12 anni da quel terribile giorno in cui è finito tutto. questi siamo noi. eravamo felici. abbiamo affrontato di tutto nella nostra vita, dalle maldicenze (quelle non sono mai mancate, né prima né dopo) alle gioie più grandi, fino alle tristezze da strapparsi il cuore. ma non ci siamo mai arresi. eravamo forti. le tue parole risuonano ancora in me: “forza! cerca sempre di volare alto, cerca di comprendere le ragioni degli altri e offri un sorriso a tutti,ma soprattutto a te stessa.”I tuoi abbracci erano il mio rifugio, erano la prova che tutto sarebbe andato bene. Mi hai sempre detto che la felicità, come l’amore, non si spiega, la si vive e basta. non ci si fanno tante domande, ci si bacia e si ride, tanto! Ecco a chi continua a giudicare, auguro di provare la stessa gioia, che abbiamo avuto la fortuna di vivere noi. Mi manchi, ma so che sei sempre con me ed Ali❤️

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“Per noi l’importante era trovare un regista internazionalmente riconosciuto, di grande maestria, e in questo caso oltre a un super-regista l’importante era avere una super persona, in linea i valori di Luciano. Ron Howard è una persona con una gentilezza d’animo, una educazione, una passione per la vita che davvero rappresenta i valori di Luciano” – ha concluso Mantovani – spero che questo documentario possa continuare nell’opera di Luciano di voler portare la lirica a tutti e Ron Howard ha fatto una cosa molto bella: è un film per tutti che fa un viaggio attraverso l’opera, usando i cantanti per spiegare come si costruisce una voce da tenore, e quanta dedizione e impegno ci sia”.