Massaggio aereo in amaca. L’ultima disciplina per integrare corpo e mente

La mancata integrazione tra mente e corpo è una delle problematiche più comuni dei nostri tempi, che costituisce anche una sorta di paradosso. Perennemente connessi con la tecnologia, infatti, finiamo per essere scarsamente connessi con il corpo. Un valido aiuto è fornito dalle terapie olistiche, quei metodi che mirano a curare la persona in tutta la sua interezza, non solo il corpo ma anche anima, mente ed emozioni, magari associando i benefici tra discipline e prodotti particolari.

Fra le ultime pratiche presentate nell’ambito del Festival dell’Oriente svoltosi recentemente in Umbria, il “Massaggio aereo in amaca” che ha spinto molti alla sperimentazione.

Il “Massaggio in amaca” è un insieme di trattamenti finalizzati a riequilibrare e armonizzare il sistema fisico e mentale, secondo gli insegnamenti delle tradizioni orientali e su basi anatomiche e neurologiche. “Una tecnica ispirata a pratiche tibetane e giapponesi – spiega l’inventore, Enrico Valbonesi – il massaggio aereo è molto efficace per il trattamento dello stress e per i problemi alla cervicale perché agisce a vari livelli, per correggere e cercare di riprogrammare il complesso sistema fisico, mentale e spirituale, sperimentando la piacevole sensazione di essere sospesi in aria e traendo beneficio fisico dall’essere dondolati”. Le campane tibetane aiutano lo scioglimento delle tensioni muscolari e l’abbandono alle oscillazioni ipnotiche dell’amaca.

“Alcune delle tecniche del massaggio in amaca aereo hanno avuto successo grazie alla sinergia che è stata creata tra gli allungamenti, le pratiche olistiche e i più moderni metodi circensi e posturali dello sport aereo – continua l’inventore – inoltre, grazie alla facilitazione data dal sostegno dell’amaca realizzata con materiale aereo, è possibile assorbire con grande facilità le onde sonore e vibrazionali delle campane”.

Entusiastici i commenti, più di uno ha ammesso di avere provato “per qualche istante il relax perfetto”, amplificato anche dal tripudio di colori e profumi del contesto, ricco di stoffe, incensi, spezie, gong, kimono, calligrafie e mille cibi.

Ad essere recuperata – inusuale per un appuntamento che come sempre catalizza migliaia di visitatori – la dimensione della lentezza, della meraviglia di passeggiare incontrando i mille volti degli espositori, dei monaci e degli studiosi, degli sposi indiani in vestiti tradizionali, dei maestri spirituali, degli esperti di religioni e tradizioni orientali. Un tripudio di stimoli percettivi ma anche uno spazio in cui provare e conoscere molto di quel che ruota attorno al mondo della salute e del benessere.