Papa Francesco, i giovani che non ridono sono come zombie

All’interno di “una società frenetica e focalizzata sull’essere solo competitivi e produttivi” è “abituale vedere che una persona, una comunità o persino un’intera società possono essere altamente sviluppate all’esterno, ma con una vita interiore povera e ridotta, con l’anima e la vitalità spente.

Tutto diventa noioso, non sognano più, non ridono, non giocano, non conoscono il senso della meraviglia e della sorpresa. Come zombi, il loro cuore ha smesso di battere a causa dell’incapacità di celebrare la vita con gli altri”. Lo dice Papa Francesco incontrando i giovani nella Cattedrale di Santa Maria Immacolata di Tokyo.

Quanta gente nel mondo è materialmente ricca, ma vive come schiava di una solitudine senza eguali – aggiunge il Papa – Penso alla solitudine che sperimentano tante persone, giovani e adulti, delle nostre società prospere, ma spesso così anonime.

Madre Teresa, che lavorava tra i più poveri dei poveri, una volta disse una cosa profetica: “La solitudine e la sensazione di non essere amati è la povertà più terribile”.