Sanremo 2020: è piaciuto molto! Verso l’AmaBis

Il sipario è sceso su Sanremo 2020 e, come ogni anno, già si parla della prossima edizione.

Quella del 70esimo anno ha convinto un po’ tutti. Grande spettacolo, grandi tematiche, grande musica, ospiti di tutto rispetto … Tutto perfetto? Volendo trovare un difetto, la “mancata sintesi”.

Il Festival è stato davvero lunghissimo, forse troppo! Le serate si sono dilatate oltremisura, toccando l’ 1.45 (il giorno dopo tra l’altro era feriale), le 2.20 e infine le 2.40 tra sabato e domenica, con la proclamazione del vincitore. In pratica sono state proposte 30 ore di diretta spalmate in 5 giorni, con una media quasi 6 ore di diretta quotidiana.
Gli amanti delle statistiche, tuttavia, dicono che negli Anni 80 la situazione era diversa, ma non migliore. Il vincitore veniva annunciato non così tardi, ma poi si proseguiva con gli ospiti fino al mattino dopo. Nel 1988 si superarono le 3:00, con i conduttori Miguel Bosé e Gabriella Carlucci, fino a toccare nel 1989 il record delle 4:00 del mattino, l’edizione a guida “figli di”, Rosita Celentano, Paola Dominguín, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi.

Il ogni caso, anche quella del 2020 è stata una prova fisica non indifferente per il conduttore e direttore artistico Amadeus, che se l’è cavata egregiamente e, per il quale, davanti agli eccellenti dati di ascolto, si prospetta già un AmaBis.
L’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, ha annunciato che con l’idea giusta, nulla osta ad un nuovo giro di giostra, mettendo a tacere le malelingue che hanno provato a mettere zizzania chiedendosi se l’istrionico Fiorello non avesse oltrepassato i confini del suo ruolo, per invadere quello altrui.
Apparentemente salomonici, i vertici Rai hanno parlato di Amadeus come grande professionista umanamente impeccabile: corretto, sincero, diretto, onesto” e di Fiorello “fuoriclasse che è, con il quale abbiamo un rapporto speciale”. Per il 2021, anche se c’è tempo, le basi sono già gettate

Parlando di proposte, che poi quello pratico è l’aspetto che conta, si parla di ridurre il numero dei 24 brani in gara. Una scelta che potrebbe mettere d’accordo Rai e industria discografica, anche perché di tutte le proposte sanremesi, alla fine — tra i passaggi radio e i download su Spotify — ne rimarranno meno della metà. Ed ecco, allora, la rivoluzione: ricominciare da un punto zero, senza lasciarsi condizionare dai confronti con il passato. Asciugare il più possibile, ospiti e numero dei concorrenti, cambiare paradigma,tenendo in considerazione non tanto la percentuale di quelli che vedono la televisione (ragione per la quale i tempi dello spettacolo si dilatano), quanto il numero assoluto di telespettatori come punto di riferimento.

Se ne gioverebbero soprattutto le canzoni in gara, finalmente rimesse al centro del Festival. Perché, alla fine, di un concorso canoro si tratta!

A trionfare con “Fai rumore” è stato Diodato e la sua vittoria ha convinto tutti, soprattutto i 300 espertissimi della giuria demoscopica, il televoto del pubblico, i giornalisti ed anche gli altri contendenti. >Dal superfavorito ed ex “scimmiato” Francesco Gabbani (secondo) a I Pinguini Tattici Nucleari (terzi) .
Diodato ha anche convinto gli esperti – della carta stampata e del web, di radio e tv – che gli hanno conferito il premio della critica “Mia Martini” e quello della sala stampa “Lucio Dalla”.

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Un trionfo vero, quello del 38enne nato ad Aosta e cresciuto a Taranto, che ha già dichiarato che userà “la forza che mi è arrivata dalla vittoria per continuare a denunciare la situazione insostenibile di Taranto e dell’Ilva”. Un ragazzo dalla voce buona, la faccia pulita, educato e gentile, juventino doc, tanto da commentare “con il primo posto ho bilanciato la delusione per il 2 a 1 subito dalla Juventus…”.

Estraneo al mondo dei talent show e a lungo percepito come cantante di nicchia – almeno fino alla pubblicazione di “Che vita meravigliosa”, azzeccata colonna sonora del film di Ozpetek, che lo ha imposto al grande pubblico) – Diodato era il fidanzato di Levante (piazzatasi con Tikibombom dodicesima). Gli inguaribili romantici hanno ipotizzato che “Fai rumore”, brano d’amore potente, diretto, inusuale e molto melodico, sia dedicato proprio alla ex. E lui non smentisce del tutto “non ho mai parlato della nostra storia ma sì, è dedicata anche a lei”.

Intanto Diodato continua a godersi l’ebbrezza della settimana sanremese, alla quale, peraltro non è del tutto estraneo, visto che rese parte al Festival nel 2014, tra i giovani e lo scorso anno con Roy Paci. Dopo la proclamazione, un pensiero alla famiglia “ci siamo sentiti al telefono, ma urlavamo tutti frasi sconnesse”, allo staff e “a quel bambino che aveva paura del mondo fuori e stava nella sua stanza. Ero timido e introverso: stavo in camera ed è lì che ho iniziato a scrivere i primi tentativi di canzone”.
Inevitabile l’amarcord “vengo dalla gavetta alla vecchia maniera, quella che ti fa suonare su qualsiasi palco per guadagnare e mantenersi. Non ho mai avuto un piano b”.

Ora la palla è in mano ai selezionatori dell’Eurovision SongContest che il prossimo maggio ascolteranno il brano a Rotterdam. Ma la percezione è che sia davvero nata una stella!