Alberto Urso, “Ho dedicato la mia canzone a mia nonna Rosetta”

Stasera finalmente Alberto Urso si esibirà sul palco dell’Ariston dove è in gara con il brano “Il sole ad est”. Qualche giorno fa ha voluto dire via social qualcosa in più su questa canzone: “In tanti mi avete chiesto il significato del brano che porterò a Sanremo. Il sole ad est è un rifugio sicuro, un punto di riferimento, uno scoglio a cui aggrapparsi anche nei momenti più duri. Il mio sole ad est è mia nonna. Sento la sua presenza in ogni cosa che faccio e la porto sempre con me… Spero che questa canzone emozioni voi quanto me tutte le volte che la canto… “.

In un’intervista al settimanale Chi, in edicola da mercoledì 5 febbraio, ha invece dichiarato: «Ho dedicato la mia canzone “Il sole ad est”, alla vera donna della mia vita: mia nonna Rosetta. Ovunque mi trovi ho un punto di riferimento e quel punto è mia nonna, che è la mia salvezza, la mia casa. Poi ciascuno può dedicarla a chi ama, l’amore è un sentimento universale che include e non esclude… Mia nonna Rosetta è stato il faro della mia vita. Il mio angelo custode. Lei mi ha incitato a cantare, quando ero piccolo mi cantava le arie liriche. Mi cantava arie di “Turandot”, o “Una furtiva lagrima” da “L’elisir d’amore” di Donizetti. L’opera era nelle mie vene e nel mio cuore».

Nell’intervista Urso racconta anche come ha scoperto di avere una voce adatta alla sua passione per la lirica. «Ho lanciato un acuto sotto la doccia e mio padre è corso subito a vedere: è stata un’illuminazione. Poi lui ha organizzato un concerto a Lipari e io, alla fine della serata, ho imitato il tenore che si era esibito. Da lì è iniziato tutto: ho studiato in Conservatorio, sono diplomato in canto lirico, ho studiato pianoforte jazz».

E su come sta vivendo la pressione del successo che gli è piombato addosso dopo la vittoria nella scorsa edizione di “Amici” risponde: «Quando avevo 12 anni partecipai a “Ti lascio una canzone” e fui travolto da questa botta di popolarità, quindi so come funziona, so che in un momento sei tanto conosciuto, ma il momento seguente puoi cadere e quindi ho imparato a tenere i piedi per terra».

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