1 aprile: stop allo stato di emergenza ma è presto per appendere mascherine al chiodo

Si conclude ufficialmente dopo quasi 800 giorni e 914 atti del governo, lo stato di emergenza decretato per arginare la pandemia da Covid-19, anche se è ancora presto per appendere le mascherine al chiodo.

Resta, infatti l’obbligo per bus, treni e luoghi chiusi ma stop green pass per bar e ristoranti all’aperto, verso l’eliminazione anche al chiuso.

Decade il Comitato Tecnico Scientifico (CTS), istituito con il compito di coordinare tutti gli interventi ma soprattutto di essere punto di riferimento per l’esecutivo.

Da domani e per tutto il mese di aprile, anche gli over 50 potranno avere accesso al luogo di lavoro con il green pass base e dal 1° maggio l’obbligo di green pass dovrebbe essere eliminato.

Vaccino e booster che però restano obbligatori per sanitari e per chi lavora nelle RSA, pena la sospensione dal lavoro.

A scuola le attività proseguono in presenza fino a 4 casi di contagio nella stessa classe con l’obbligo di mascherine FFPP2 per docenti e alunni dai 6 anni in su per 10 giorni dall’ultimo contatto con un positivo. E chi è rimasto a casa in DAD può rientrare con tampone negativo.

Per i positivi, quarantena ridotta a 10 giorni e autosorveglianza per i vaccinati con booster che sono a contatto con un contagiato.

Positivi vaccinati hanno quarantena di 7 giorni. Si rientra con test molecolare o antigenico negativo.

Green pass base necessario per i mezzi di trasporto e le manifestazioni sportive all’aperto. Super green pass necessario fino al 30 aprile per spettacoli ed eventi sportivi al chiuso.

Il Paese riapre, ma con la raccomandazione di non abbassare la guardia, perché il virus circola ancora, anche se causando danni decisamente minori.

Dopo due settimane di netto incremento – ha osservato Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBEi nuovi casi settimanali sembrano essersi stabilizzati intorno a quota 500mila, con un incremento dello 0,3% e una media mobile a 7 giorni che rimane ferma intorno ai 72mila casi.

Tuttavia in questo momento è difficile fare previsioni, sia per l’eterogenea situazione a livello regionale, sia perché nelle grandi Regioni del Nord, dove risiede oltre un terzo della popolazione italiana, non si vedono al momento segnali di consistente circolazione virale”.

Cartabellotta sottolinea però “in 55 Province si registra un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente”.

Il ministro Speranza ricorda “i vaccini sono stati davvero uno strumento essenziale per aprire una fase nuova.

Nel nostro Paese, in Europa e a livello planetario. I numeri sono molto chiari e netti a livello mondiale: abbiamo superato 11 miliardi di dosi somministrate. E in Italia nelle prossime ore arriveremo a superare 136 milioni di dosi di vaccino anti-Covid.

Gli studi che arrivano da ogni parte del mondo testimoniano come si tratti di un vaccino efficace e sicuro”.