100 economisti alla BCE: cancellare il debito pubblico

Oltre 100 economisti europei hanno lanciato un appello per cancellare i debiti pubblici detenuti dalla Banca centrale europea per facilitare la ricostruzione sociale ed ambientale post-pandemia.

Mentre l’indebitamento pubblico è fortemente aumentato per proteggere le aziende e le famiglie “i cittadini scoprono, alcuni con sgomento, che circa il 25% del debito pubblico europeo è in mano alla loro banca centrale, scrivono in un testo destinato a nove giornali europei.

Noi dobbiamo a noi stessi il 25% del nostro debito e se non rimborsiamo questa somma, dovremo trovarla altrove o prendere un nuovo prestito per ripagarla invece che per investire, o aumentare le tasse o tagliare sulle spese”, spiegano.

Secondo i firmatari la Bce può cancellare i debiti e “offrire agli stati europei i mezzi per la ricostruzione ambientale, ricostruendo la frattura sociale, economica e culturale”.

La cancellazione dei debiti pubblici o la loro trasformazione in debiti perpetui senza interessi avverrebbe in cambio dell’impegno degli Stati a “investire le stesse somme nella ricostruzione ecologica e sociale”.

L’intero ammontare è pari a “2.500 miliardi di euro” per tutta Europa.

Non neghiamo che gli stati siano intervenuti e che misure di protezione non siano state adottate ma riteniamo che queste restino ancora insufficienti – spiegano – Sappiamo che eventi di cancellazione del debito sono momenti storici del tutto eccezionali e fondativi.

Tale fu il caso della conferenza di Londra del 1953, quando la Germania beneficiò della cancellazione di due terzi del suo debito pubblico che gli permise di ritrovare il cammino della prosperità ancorando il suo futuro nello spazio europeo.

L’Europa non attraversa forse una crisi di dimensioni eccezionali che giustificherebbe misure altrettanto eccezionali?

Per fortuna, e diversamente dal caso storico citato, abbiamo la fortuna di avere un creditore che non ha certo paura di perdere il suo denaro: la Bce”.

Tutte le istituzioni finanziarie a livello mondiale possono deliberare una rinuncia ai loro crediti – e la Bce non fa eccezione – d’altro canto, il temine ‘annullamento’ non figura né nel trattato né nel protocollo sul sistema europeo delle banche centrali (Sebc).

Potrebbe dunque essere interpretata come contraria allo spirito del trattato, ma non si potrebbe esser detto lo stesso una misura oggi molto ben accettata come il Quantitative Easing voluto da Mario Draghi?”

L’Europa non può più permettersi di essere bloccata sistematicamente dalle proprie stesse regole.

Altri stati nel mondo, come la Cina, il Giappone e gli Stati Uniti, utilizzano al massimo la loro politica monetaria, in appoggio alla politica fiscale.

La Banca del Giappone si spinge fino ad utilizzare il proprio potere di creazione monetaria per acquistare azioni direttamente sul mercato attraverso fondi di investimento a gestione passiva (Etf), diventando così il più grande investitore del paese”.

La cancellazione da parte della Banca Centrale Europea del debito che detiene, in cambio di investimenti pubblici – concludono – costituirebbe il primo segnale forte della riconquista, da parte dell’Europa, del proprio destino” .