2 giugno: Festa della Repubblica senza parata e -80% presenze in agriturismo

Sta per terminare il tour delle Frecce Tricolori che in una settimana hanno colorato i cieli di tutta Italia da Milano a Palermo, da Firenze a Napoli. La pattuglia acrobatica come di consueto sorvolerà Roma – alle 9:00 – 9:15 – in occasione del 74esimo anniversario della Festa della Repubblica che, quest’anno, non prevede la parata militare.

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Annullata la sfilata delle forze militari ai fori imperiali per l’emergenza coronavirus, l’appuntamento principale sarà la deposizione di una corona d’alloro da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella davanti alla Tomba del milite ignoto, all’Altare della Patria.

Quello del 2 giugno, comunque, è il primo ponte per fare una scampagnata nel verde, anche se solo in regione, dopo che il lockdown ha fatto saltare i tradizionali appuntamenti del lunedi di Pasqua, del 25 aprile e del 1° maggio. Eppure, secondo Coldiretti, rispetto allo scorso anno sarà dell’80% il calo delle presenze in agriturismo. La ripresa procede con grande rilento anche per il turismo nelle campagne con grandi difficoltà per l’offerta di alloggio mentre l’attività di ristorazione è ridotta al minimo anche se gli agriturismi spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.

L’Italia è leader mondiale nel turismo rurale con 24mila strutture agrituristiche diffuse lungo tutta la Penisola in grado di offrire 253mila posti letto e quasi 442 mila posti a tavola per un totale di 14 milioni di presenze lo scorso anno, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat. Ma senza una decisa svolta l’agriturismo rischia di perdere un miliardo di euro nel corso del 2020. A pesare è il calo della domanda interna in attesa dell’apertura agli sconfinamenti tra regioni il 3 giugno ma anche il crollo del turismo internazionale con gli stranieri che rappresentano il 59% dei pernottamenti complessivi nelle campagne. Senza dimenticare le cancellazioni forzate delle cerimonie religiose (cresime, battesimi, comunioni, matrimoni) che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell’anno e la stop alle attività di fattoria didattica in collaborazione con le scuole.