20 maggio: Giornata Mondiale delle Api

Albert Einstein sosteneva “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

Per ribadire il ruolo insostituibile per l’ambiente e per la vita dell’uomo svolto da questi insetti impollinatori e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla loro importanza, il 20 maggio di ogni anno cade la Giornata mondiale delle api, istituita il 18 ottobre 2017 per volontà dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

La ricorrenza coincide con la data di nascita di Anton Janša (1734 – 1773) che nel XVIII secolo fu un pioniere delle tecniche di apicoltura moderne nel suo paese natale, la Slovenia.

Il paese balcanico ha promosso infatti la celebrazione e riconosciuto l’importanza vitale di questi insetti e per primo nel 2011 ha vietato l’uso di pesticidi a danno delle api sul territorio nazionale.

Nello studio di Coldiretti diffuso in occasione della Giornata 2022, tre colture alimentari su quattro dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra cui le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni.

La situazione delle api nostrane rappresenta dunque un indicatore dello stato di salute dell’ambiente ma anche un campanello d’allarme delle eventuali criticità e difficoltà, che possono essere anticipate osservando attentamente la vita di questo insetto.

In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele.

Un lavoro che genera un valore economico stimato in circa 153 miliardi di euro l’anno su scala mondiale, 22 miliardi su scala europea e 3 miliardi su scala nazionale.

Per assicurare un controllo in tempo reale dell’attività nelle arnie ma anche un puntuale biomonitoraggio ambientale Coldiretti ha presentato i cyber alveari.

Sono arnie elettroniche collegate ad internet e dotate di telecamere e sensori capaci di rilevare l’attività di volo e la temperatura e l’umidità interna all’alveare, registrare il ronzio della colonia, misurare i parametri ambientali di micrometeorologia.

I dati acquisiti vengono trasmessi ad una piattaforma dove l’apicoltore collegato ad internet, magari da uno smartphone, può visualizzarli graficamente, monitorando così a distanza e quasi in tempo reale la sua colonia.

I cyber alveari sono alimentati ad energia pulita grazie a piccoli pannelli fotovoltaici, mentre la presenza di un dispositivo di geolocalizzazione permette di segnalare spostamenti della centralina a seguito, ad esempio, di un ribaltamento oppure in caso di furto dell’arnia.